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Contestazione per Vittorio Sgarbi ad opera di Piero Ricca alla presentazione del suo libro contro la Moratti, Clausura

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Non ha fatto nemmeno in tempo ad iniziare la presentazione del suo ultimo libro, "Clausura" alla Feltrinelli che Vittorio Sgarbi è stato preso a male parole da alcuni contestatori presenti. A capo di tutti il blogger Piero Ricca che già altre volte lo aveva incontrato (basta farsi un giro su Youtube per vedere i loro turbolenti incontri).

Il motivo della contestazione è presto spiegato sul blog di Piero:

Il 15 settembre del 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, Cosa nostra spense a colpi di pistola la voce di don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio. Non ebbe pace nemmeno da morto. Alcuni servi della mafia misero in giro la voce che il delitto fosse collegato a suoi presunti vizi privati. Un deputato-showman arrivò a dichiarare che il mandante morale dell’omicidio era Gian Carlo Caselli, all’epoca procuratore della Repubblica di Palermo.

Il suo nome è Vittorio Sgarbi. Nel corso di una campagna mediatica contro il pool antimafia, il 7 aprile 1995 lesse su Canale 5 una lettera anonima con alcune affermazioni attribuite falsamente a Don Puglisi […] Come ha ricordato sovente lui stesso, da ultimo due sere fa nel corso di un dibattito a Milano, Gian Carlo Caselli non ha mai conosciuto don Puglisi e la procura da lui diretta ha consegnato i suoi assassini alla giustizia.

Ma questo fatto non ha impedito a Vittorio Sgarbi di affermare violentemente il falso, per screditarne la reputazione, attaccandolo davanti a milioni di telespettatori senza alcun contraddittorio, dietro lo scudo dell’insindacabilità parlamentare, pagato come una star dell’audience dal padrone del partito azienda. Condannato in primo e secondo grado per diffamazione ai danni di Caselli, Sgarbi l’ha fatta franca in Cassazione grazie alla solita prescrizione. Ma l’impunità non gli restituisce l’onore.

Noi stavamo riprendendo i presenti alla Feltrinelli quando è iniziata la contestazione.

La reazione di Vittorio non si è fatta attendere ed è stata in pieno stile. Sgarbi ha poi accusato i contestatori di essere dei ladri perchè rubano la sua immagine (in momenti di rabbia e di poca lucidità) senza permesso e la utilizzano per i loro scopi mettendola su Youtube, concetto che ha anche ribadito durante la presentazione.

Dopo essere stati allontanati (e insultati anche dai presenti che volevano che iniziasse la presentazione) è stato presentato il libro.

"Clausura" è un libro molto interessante che racconta diversi retroscena della vita da assessore di Vittorio Sgarbi e racconta anche di vicende molto recenti (deve aver scritto il libro tutto d'un fiato). Sgarbi parla di scorci di Milano e di problematiche che a una persona che va tutti i giorni a Milano possono sfuggire e in un certo senso suggerisce di soffermarsi a guardare proprio quei particolari. E se ci si fa caso in effetti su alcune questioni Sgarbi ha ragione.

L'ex-assessore ha raccontato di come è stato chiamato a fare l'assessore (perchè la Moratti aveva paura di perdere le elezioni se lui si fosse presentato come candidato sindaco), del bigottismo che aleggia su Milano (ne ha parlato anche in maniera colorita, ma il succo è: perchè la città deve comportarsi come una "mamma" senza lasciare il libero arbitrio ai cittadini? Questo a proposito della censura. Infatti era presente anche il fotografo pluricensurato Oliviero Toscani), di Berlusconi, di Piero Ricca, dell'Expo (che sarà un fallimento), del suo rapporto con il mondo omosessuale (motivo del licenziamento dal comune era stata proprio la delibera alla rassegna di teatro omosessuale), del suo rapporto con gli altri assessori (andava d'accordo con tutti tranne che con Terzi) e di molto altro. Ha parlato anche della recente censura della donna crocefissa.

Il tutto utilizzando a tratti un linguaggio anche un po' trash. Insieme a lui anche un'altra silurata, Tiziana Maiolo, Oliviero Toscani e Gillo Dorfles.

Ecco un paio di video. 

Per farla breve, alla Moratti saranno fischiate un po' le orecchie.

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