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Domani il verdetto sulla bozza del sindaco per la SoGe, ma il toto nomine è ancora infuocato

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La bozza della SoGe è pronta, domani la Moratti volerà a Roma per discuterla con il Governo. Siamo nei tempi previsti per una volta, salvo complicazioni.

Appuntamento alla Sala Verde di Palazzo Chigi, con il premier Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta, Giulio Tremonti e Roberto Formigoni.

Filippo Penati non ci sarà. La memoria torna indietro ad agosto quando fu strappato il vecchio decreto e il vecchio statuto delle SoGe. Ora si spera che tutto vada liscio.

La bozza per ora è nelle mani del ministro dell'Economia: il capitale della SoGe s.p.a. sarà inizialmente di 120mila euro. Il ministero dell'Economia avrà il 40% delle azioni con una quota iniziale di 48mila euro. E avrà un solo rappresentante nel cda (anzichè due come si era pensato.

Volendo il ministero potrebbe anche rinunciare a questo).

Nel cda come già detto ci saranno Comune di Milano, Regione Lombardia (20% e 24mila euro a testa), Provincia di Milano e Camera di Commercio (10%).

Il cda sarà a 5 e rimarrà in carica fino al 2011. La società che si occuperà del controllo contabile invece sarà affidato alla Reconta Ernst & Young per 186mila euro.

Ma infuria ancora il toto-nomine visto che ci sono 7 nomi, ma soli 5 posti: chi sarà confermato tra Diana Bracco, Angelo Provasoli, Paolo Glisenti, Benito Benedini, Leonardo Carioni, Carlo Cerami e Paolo Alli?

Intanto nella bozza, come riporta il Corriere, c'è scritto che

il cda nomina un ad conferendogli tutti i poteri di gestione della società, fatta eccezione soltanto per le materie che, in base alla legge e al presente statuto non possono essere delegate

L'ad potrà nominare uno o più direttori generali e istituire 4 consulte esterne (Territoriale, Architettonica, Ambientale, Innovazione).

Avrà quindi molto più potere rispetto a prima. Proprio come si era auspicato in un primo momento. E' quasi fatta quindi per Paolo Glisenti.

Gli stipendi comunque saranno decisi proprio dal cda

Intanto c'è ancora preoccupazione per lo stato delle infrastrutture: durante la prima riunione del Tavolo Lombardia si era annunciato che mancano i soldi per le opere connesse per i collegamenti (coperte solo per l'80%) e per le opere necessarie.

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