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Sgarbi diffida la Moratti: la nomina di Massimiliano Finazzer Flory come assessore alla cultura è illegittima

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Fulmini e saette da Salemi a Milano. Forse era meglio se la Moratti continuava a tenerlo qui: di certo se pensava che revocandogli le deleghe di assessore (come ha fatto) se lo sarebbe tolto di torno, ha sbagliato di grosso.

L'ex-assessore-neo-sindaco-di-Salemi Vittorio Sgarbi (che ha persino un Myspace. E' lui o non è lui?) tuona sulla nomina del nuovo assessore alla cultura al Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory.

Il povero Flory, ripresosi dallo scivolone sul congiuntivo di cui han parlato tutti i giornali, si ritrova un'ombra minacciosa sulle spalle: Sgarbi infatti ha fatto scrivere una lettera al sindaco che trovate integralmente su Affaritaliani

Eccone uno stralcio:

in virtù del principio di autotutela, reitero la diffida di cui sopra, pregandoLa di provvedere alla revoca immediata dell'atto con cui è stata disposta la surroga dell'assessore Sgarbi e nominato il suo successore, precisando che, in difetto di quanto sopra richiesto entro e non oltre il 4/11/2008, mi vedrò costretto, mio malgrado, in adempimento dell'incarico ricevuto, a segnalare la Sua grave inadempienza -e quella commessa da altri soggetti corresponsabili- alle autorità competenti, sottolineando gli abusi da Lei commessi fino ad oggi nonchè la Sua persistente e reiterata intenzione di eludere l'esecuzione di un provvedimento giudiziario (nella fattispecie quello emesso dal TAR della Lombardia in data 28 luglio 2008, allo stato -come sopra dedotto- provvisoriamente esecutivo e da Lei mai rispettato), con ovvio aggravio di spese a Suo esclusivo carico.

 

In parole povere: la nomina di Flory va revocata perchè il Tar si era già espresso in favore di Sgarbi in merito al suo siluramento.

il sindaco Letizia Moratti avrebbe dovuto far precedere la revoca di assessore a Vittorio Sgarbi da una comunicazione formale. Il sindaco avrebbe dovuto inoltre spiegare "le concrete ragioni che hanno indotto per esigenze di celerita' a omettere la comunicazione'', concedendo in questo modo a Sgarbi ''un termine 'non simbolico o minimale' per poter contraddire agli assunti della pubblica amministrazione''

Ma nonostante la sentenza favorevole Sgarbi si era dimesso.

Dunque: Sgarbi prima vuole tornare, poi ci ripensa, si dimette, però allo stesso tempo non vuole che nessuno occupi il suo posto. Sembra una telenovela. Intanto oggi è il 3, e la Moratti ha solo poche ore per decidere cosa fare.

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