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Expo 2015: si inizia a progettare, c'è poco tempo. Intanto continua il toto nomine e la definizione della governance

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Ready! Steady! Go! Dopo la firma sull'agognato decreto Expo (208 giorni per scriverlo e definirlo) tutti pronti a partire. O quasi. Infatti il decreto non definisce le nomine, ma solo la struttura della Soge, la società di gestione.

Ovvero: si tratterà di un cda con cinque membri (uno a testa per Regione, Comune di Milano e Provincia e due saranno nominati dall'assemblea dei soci).

Ci sarà anche una nuova struttura, il Coem (comitato di coordinamento presieduto dal commissario straordinario Letizia Moratti) e il Tavolo Lombardia si occuperà delle infrastrutture.

Nella Soge entrano:

Comune di Milano (Glisenti?), Regione Lombardia (Alberto Sciumé?), Camera di Commercio e Provincia di Milano (Valentino Castellani?)

Ovviamente ormai è quasi certo che Paolo Glisenti ricoprirà il ruolo di ad e Diana Bracco è la più papabile come presidente.

Ma pare che il cda della Soge, secondo quello che riporta Affaritaliani potrà essere allargato a sette membri per accontentare Lega e Alleanza Nazionale: i due partiti vorrebbero proporre il sottosegretario alle Infrastrutture con delega all'Expo Roberto Castelli e Romano La Russa.

Ora ci sono sei anni e mezzo per decidere bene chi fa cosa, ma soprattutto per iniziare i lavori (che già hanno i loro tempi e i loro problemi). La Moratti è consapevole che il tempo è poco e bisogna muoversi in fretta.

Innanzitutto sono previste 500 assunzioni per la Soge che dovrà gestirà ben 4,1 miliardi di euro da destinare alla realizzazione dell'Expo. La Soge vera a propria dovrà essere creata al massimo nel giro di un mese, in modo da entrare in funzione a gennaio.

La società avrà due divisioni, una per la gestione dell'evento (900 milioni) e una per le infrastrutture (3,2 miliardi).

Ci saranno poi molti consulenti esterni per le varie strutture. Si deve indire la gara per disegnare l'area Expo vera e propria, che sorgerà in zona Rho-Pero, e anche gli appalti per padiglioni, strade, metropolitane e parcheggi.

Ma per fare questo servono i soldi. Molti soldi

E' una delle preoccupazioni principali: molto si è temuto e molto si teme ora che le borse e le banche stanno attraversando problemi economici.

Tremonti ha promesso 30 milioni per il 2009, 104 tra 2010 e 2011 e oltre un miliardo nel 2012.

Ci vorrà lo stesso tempo che è passato per la firma del decreto?

Di sicuro non si può chiedere ai Comuni di anticipare i soldi.

Altra preoccupazione: le infiltrazioni mafiose negli appalti e il pericolo corruzione. Da tempo viene chiesta a gran voce una commissione antimafia, e Letizia Moratti nicchia

"Abbiamo già preso contatto con le maggiori autorità e istituzioni del Paese su questo, per uno stretto raccordo nel momento in cui partiremo con la società"

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