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Milano si ribella a Roma: dopo la Moratti è il momento di Formigoni. Anche a lui non vanno giù i soldi mandati a Catania

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Da un po' di tempo a questa parte il rapporto prima idilliaco tra Milano e Roma sta scricchiolando. La prima a lamentarsi era stata Letizia Moratti, che si diceva stufa delle "lezioni di Roma" e rilasciava dichiarazioni al vetriolo contro il Governo che non si decideva a firmare il decreto Expo e soprattutto che pian pianino si stava espandendo dando l'impressione che l'Expo fosse di Roma piuttosto che di Milano.

Adesso il turno è del governatore della Lombardia Roberto Formigoni (foto IlGiornale). A Milano sono tutti furiosi per i tagli al bilancio.

La cosa che non va giù a molti è la quantità di soldi inviati a Roma e Catania. Cosa che non è stata fatta con Milano. 30 milioni di euro sono finiti a Roma e 150 a Catania per coprire buchi di bilancio, prelevando dal fondo statale a disposizione delle regioni.

A Roma inoltre dal 2010 ogni anno verranno girati 500 milioni di euro.

"È stata una sorpresa molto negativa" commenta Formigoni.

L'assessore Raffaele Cattaneo ieri ha parlato con il ministro Matteoli della situazione dei trasporti pubblici

"O si dà una risposta alla drammatica situazione del finanziamento del trasporto pubblico locale o siamo pronti a restituire al Governo le deleghe. Non si possono gestire competenze se non vengono assegnate le risorse corrispettive"

Grosse polemiche insomma.

Sono giorni che ripetono che i soldi mandati a Catania sono quasi uno schiaffo alla città di Milano, tanto che il ministro La Russa bacchetta il sindaco dalle pagine di Affaritaliani, lui che è un catanese doc

"Il sindaco di Milano si chiama Letizia e non Umberto. Credo che la Moratti abbia fatto questo paragone per chiarire meglio la sua posizione. Ma non è questo il sistema"

L'Umberto in questione ovviamente è Bossi, che ha fatto del federalismo fiscale insieme alla Lega il suo cavallo di battaglia.

E secondo Formigoni, questi soldi dispensati in questo modo non sono proprio un buon passo verso il federalismo.

Anche la Moratti ci tiene a sottolineare che

"Non si tratta di criticare nessun comune, cosa che personalmente non ho mai fatto, ma si tratta di lavorare con il governo per assicurare a tutti i comuni quanto dovuto. Non si tratta di un buco di bilancio, ma di mancati trasferimenti"

Nelle casse del Comune mancano anche introiti Ecopass e mancati dividendi Sea.

Per cui si dovrà correre ai ripari.

Filippo Penati però attacca

"In un momento di difficoltà per le imprese e per le famiglie è necessario che ci sia maggiore responsabilità nella distribuzione delle scarse risorse pubbliche disponibili. La bussola che deve orientare le scelte del governo sia il sostegno alle imprese e alle famiglie. Non le scelte o le convenienze politiche. Visto che i fondi sembrano essere distribuiti con il manuale Cencelli, a Milano forse sarebbe servito un sindaco di An come a Roma"

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