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Aids: in città ci sono tre nuovi infettati ogni giorno. Basterebbe usare il preservativo

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I media non ne parlano più, ma non si creda che l'Aids sia sparito o sia qualcosa diffuso solo in Africa e lontano mille miglia da noi. La testimonianza di Angela, 46 anni e volontaria per Anlaids raccolta dal Corriere, è molto toccante.

Angela infatti è sieropositiva: è stata contagiata anni fa dal suo compagno, che poi è morto.

"Aveva l'Aids. Non lo sapevo. A lungo non l'ha saputo nemmeno lui. E chi lo usa, oggi, il preservativo. I genitori non ne parlano coi figli: è ancora un tabù. E nel rapporto sessuale, il preservativo è ancora visto come un ostacolo, una cosa medievale… Certi pazzi, quando vanno a prostitute, pagano il triplo per non indossarlo, ma lì c'è l'adrenalina, il piacere del rischio…

In tutti gli altri casi, è idiozia pura"

Cerca di mettere la sua esperienza al servizio degli altri. Ma spesso si deve scontrare con la superficialità e il "rischio".

"Tanti miei amici sanno che sono malata da anni. Sanno tutto, e gli faccio una testa così, sulle precauzioni. Mi dicono, certi giorni: "Angelina, stanotte sapessi che ho fatto…". E io: "Il preservativo l'hai usato, vero?". "Mica serve. Quella lì, sicuramente, non ce l'ha, l'Aids.

È sposata, lavora, dovresti vedere che bellezza, che forme, no, non può essere malata"

Angela cerca di lottare contro la discriminazione (ha perso il lavoro) e l'ignoranza che ancora avvolgono questa malattia.

"Come, tu? Sei normale" le dicono spesso quelli che la conoscono. Perchè molti credono che avere un lavoro, una famiglia e un aspetto sano non sia indice di sieropositività.

E poi scoprono "la sorpresa": l'infettivologo Mauro Moroni ha dichiarato che in città ci son tre nuovi infettati al giorno.

E non sono ragazzini, ma per la maggior parte adulti, come riporta Angela. 30 e 40enni "normali".

Spesso si tratta di contagi avvenuti all'interno di una coppia stabile: lui o lei tradiscono o vanno a prostitute/i, non usano il preservativo (a volte pagando di più la prestazione pur di non usarlo), si ammalano e poi contagiano il coniuge. O addirittura i propri figli se le donne rimangono incinte.

"Vanno a fare dei controlli, e oplà, scoprono d'essere sieropositivi…

Non subito. Anche anni dopo. Quando ti sei sistemato, hai messo su casa e messo al mondo due pargoli. Ti piomba dentro, e tu: "Io? E com'è possibile?"."

Molti secondo Angela sono troppo sicuri di sè, pensano di avere un occhio per individuare le persone malate.

Basterebbe usare sempre il preservativo. In molti paesi esteri c'è più pubblicità, come ad esempio in Germania con la campagna Mach's Mit, ma qui in Italia la parola "preservativo" è pronunciata quasi con imbarazzo o con paura e le campagne sono spesso troppo "istituzionali" e poco efficaci.

Molti i forum online in cui persone, terrorizzate dall'idea di essersi potuti contagiare (spesso in modi improbabili), scrivono disperate ad esperti perchè non hanno usato il preservativo. Sotto accusa a volte finiscono anche i costi dei preservativi, ritenuti troppo eccessivi. Ma diciamola tutta: son soldi spesi bene.

E un controllo, tanto per stare tranquilli, si può fare gratuitamente e in modo completamente anonimo.

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