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Allarme povertà a Milano, in luglio la Croce Rossa ha sfamato 33mila indigenti

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I numeri cominciano ad essere sempre più allarmanti: i milanesi si stanno impoverendo. E le categorie colpite sono sempre le più deboli. L'anno scorso avevamo già rilevato che un milanese su dieci era povero, e viste le condizioni economiche che peggiorano sempre più la situazione non è cambiata di molto.

Il Comitato provinciale di Milano della Croce Rossa Italiana porta avanti da oltre vent'anni a Milano e provincia un progetto che si chiama ''Aiuto Alimentare agli Indigenti''. In pratica si distribuiscono viveri di prima necessità ad oltre 33.000 beneficiari.

Di solito si tratta di anziani, malati e senza fissa dimora. Di questo si occupa o direttamente la Cri o indirettamente tramite una delle 63 associazioni come parrocchie, comunità d'accoglienza, chiese evangeliche, mense cittadine.

A luglio sono state distribuiti 130 quintali di pasta, 120,50 quintali di biscotti, 130 quintali di formaggio grana e oltre 35.000 litri di latte. Sono tanti, e sono anche tanti i bisognosi.

Solo a settembre vi avevamo raccontato che a Milano ci sono dei ricchi sempre più ricchi, dei poveri sempre più poveri ed una classe media che ha ormai sorpassato da tempo la soglia di vivibilità, finendo nel baratro del "non riesco ad arrivare alla fine del mese".

In questo calderone di nuovi poveri ci sono tutti, spesso senza distinzione di classe, ed è proprio questo il dato preoccupante. Ci sono giovani che hanno un lavoro ma non riescono ad acquistare la prima casa, giovani che hanno acquistato la prima casa ma ora non riescono più a pagarla, giovani in stage che a mala pena possono pagarsi quattro pizze in un mese, adulti divorziati che non riescono a star dietro alle spese di mantenimento, mogli con figlio a carico che devono inventarsi tre o quattro lavori per resistere, anziani che non arrivano alla fine del mese con la misera pensione e anziani che non arrivano nemmeno a metà mese grazie a quella pensione.

Senza contare i "poveri di lusso"

C'è piuttosto una gran fetta di milanesi che si indebita fino al collo per generi che non sono di prima necessità, beni che spesso sono solo status symbol: telefonini, lcd al plasma, viaggi esotici, macchine potenti, cene nei locali in, tavoli nei privè dei locali più esclusivi, computer ultramoderni. Una situazione curiosa quanto folle.

Intanto, mentre queste persone si indebitano per cose inutili, fuori dai centri Caritas che distribuiscono il cibo ci sono lunghe code.

Lì non si trovano più i poveri doc (passateci il termine), si sentono piuttosto storie di uomini e donne che pochi anni fa avevano un tetto, del cibo, magari un lavoro di un certo livello. O persone che una volta vivevano modestamente, ma in tutta tranquillità, con la loro pensione. Addirittura persone che un lavoro lo hanno ma non riescono più a star dietro alle spese.

La situazione insomma è pesante. Blogosfere Economia e Finanza qualche tempo fa aveva fatto un post per evitare gli sprechi di cibo, che possono tornare molto utili non solo alla Cri, ma anche ad altre associazioni che aiutano i bisognosi.In particolare proprio a Milano era nato nel 1989 il Banco Alimentare (li avrete visti qualche volta nei supermercati in occasione delle raccolte periodiche di cibo) che recupera quasi 6 milioni di tonnellate di alimenti scartati ogni anno in Italia. Legato al Banco Alimentare è Siticibo, che si preoccupa di recuperare cibi cotti (primi piatti, pietanze, contorni, dolci) e cibi freschi (pane, frutta e verdura) da ristoranti, mense aziendali, mense ospedaliere, hotel e refettori scolastici.

La gente insomma deve solo stare attenta a non sprecare beni di prima necessità e regolare un po' le spese.

La crisi poi ovviamente si ripercuote sui negozianti

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