×

Un milanese su tre frequenta prostitute, e il 70% è sposato

Condividi su Facebook

C'è poco da fare i bacchettoni polemizzando sulle proposte, anche quelle provocatorie come quella di Vittorio Sgarbi, sulla possibilità di riaprire le case chiuse, anche se come vi avevamo già raccontato, i bordelli e le "case del sesso" esistono lo stesso e molto spesso lo sanno tutti, anche se fanno finta di non sapere (tranne gli abitanti delle zone "frequentate").

Spesso infatti vengono mascherati come centri massaggi o centri estetici.

Si alzano molte voci per un aggiornamento della legge Merlin (che proprio quest'anno compie 50 anni): gli ultimi dati raccolti sul fenomeno della prostituzione a Milano parlano chiaro.

Oltre centomila milanesi, ben 1 su 3, sono andati con una prostituta ein città ce ne sono circa 2500 escludendo trans e travestiti, una o più volte. E in gran parte (70%) sono uomini sposati.

Molto spesso i clienti vengono anche multati: in quattro mesi 1420 multe, anche perchè (chi gira in auto in città la sera potrà confermare) quando i clienti inchiodano in seconda fila su V.le Brianza o V.le Porpora si rischiano spesso i tamponamenti.

Dieci clienti a testa, chi più chi meno, a prezzi modici per le straniere, un po' di più per le italiane, e molto di più per escort e chi "arrotonda".

Il fenomeno è diffuso in molte zone della città, come vi avevamo mostrato nella mappa delle prostitute milanesi.

Il Comune di Milano chiede provvedimenti in un forum organizzato da Caritas e organizzazioni sindacali. Si chiede di non puntare il dito, perchè chi vende il proprio corpo per denaro c'era e ci sarà sempre, si tratti di persone sfruttate o chi lo fa per propria scelta, come le universitarie di cui vi avevamo parlato.

La vera piaga da contrastare è lo sfruttamento: infatti il grosso del mercato è tutto in mano a organizzazioni criminali straniere, mentre le nostre si dedicano al mercato della droga. Le associazioni no profit grazie ai fondi comunali dal 2004 a oggi sono state "salvate" 436 donne, strappate ai loro sfruttatori che spesso le tenevano in scacco minacciando ritorsioni sui familiari rimasti in patria, cosa che capita spesso alle ragazze dell'Est. A volte le prostitute vengono addirittura fatte passare come badanti, ma i sindacati si sono allertati subito in casi di situazioni poco chiare.

Il punto è che regna la legge del mercato: finchè ci sarà richiesta, ci sarà "rifornimento". Per quante donne le associazioni possano salvare ce ne sono altrettante che le rimpiazzeranno, come nota amaramente Suor Claudia della Caritas.

Leggi anche

Contents.media