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Piovono miliardi sull'Expo, arrivano i primi conflitti d'interesse

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Come ben sapete l'argomento Expo ci sta particolarmente a cuore, e da qui dal 2015 seguiremo da vicino questa importante opportunità, soprattutto per quanto riguarda i grandi investimenti che in questi anni faranno circolare milioni di euro nelle mani di importanti realtà che operano nei più differenti ambiti.

Un primo passo per farvi capire di cosa si tratta lo facciamo oggi.

Già in questi giorni siamo di fronte a discussioni legate agli appalti per l'Expo 2015. Ne parla un interessante articolo apparso su L'Espresso.

L'uomo chiave dell'Expo è Paolo Glisenti, il braccio destro del sindaco che da qui al 2015 dovrà assumere 1000 persone e costruire i padiglioni per l'esposizione, e in breve spenderà oltre 4 miliardi di euro per organizzare l'evento.

Dietro tutto questo Silvio Berlusconi, che in un colloquio a fine aprile ha assicurato il ruolo di Glisenti per l'Expo; ma in questo periodo è anche stato reso pubblico che il sindaco avrà poteri di commissario straordinario per superare ogni ostacolo organizzativo.

A Milano la notizia è stata accolta con preoccupazione soprattutto dalla Regione. L'evento coinvolgerà tutta la Lombardia e il costo delle infrastrutture previste entro il 2015 (due metrò, altrettante autostrade, una nuova tangenziale, stazioni e ferrovie) è di 11,4 miliardi.

Il totale quindi è di circa 16 miliardi.

Si attende la famosa legge per l'Expo che definisca precisamente i poteri della Moratti e di Glisenti. C'è però il rischio che in sindaco potrà dettare le proprie regole sulle grandi opere in previsione, come farà sui 4 miliardi di cui si è già parlato. Lo "strapotere" del sindaco intimorisce gli altri enti, che temono che il comitato per l'Expo prevalga su tutti. Con il timore che lavori e appalti vengano assegnati ai soliti noti.

Il primo a muoversi è stato Luigi Roth, presidente della Fondazione che controlla la Fiera di Milano s.p.a., che ora tenterebbe di entrare nel progetto Expo. Avrebbe proposto modifiche allo statuto della Fondazione, tra cui le norme che impediscono al presidente di rimanere in carica per più di due mandati e che vietano ai componenti del comitato esecutivo della Fondazione di sedere nel cda di Fiera s.p.a.

L'Espresso sospetta che Formigoni, presidente della Regione, non abbia ostacolato il progetto (che contrasterebbe con la necessità di separare i compiti della fondazione da quelli della Fiera). Potrebbe Roth essere il più papabile per la carica di presidente della società di gestione dell'Expo?

Formigoni forse spera di spingere la Moratti a recedere dall'idea dell'amministratore unico dei 4 miliardi optando per la fiera e le altre istituzioni (il cda di cui vi avevamo accennato). In cambio Roth venderebbe a Glisenti la società di progettazione che ha gestito il trasferimento della Fiera da Milano al polo di Rho-Pero, Sviluppo Sistema Fiera.

Dietro tutte queste manovre ci sono gli ambìti appalti.

I lavori per i padiglioni e i collegamenti valgono 3,2 miliardi, senza dimenticare la nuova tangenziale Est (Tem), la Brebemi e la Pedemontana (che collega Varese e Bergamo evitando di passare per Milano). Ma tutti questi progetti devono ancora passare per il Comitato interministeriale per la programmazione economica.

Intanto L'Espresso rileva un grave conflitto d'interessi già solo per la Pedemontana: alla fine della gara d'appalto c'è un'offerta di 630 milioni per l'Impregilo, società controllata dalla famiglia Benetton (che hanno un'opzione per rilevare il 32% di Pedemontana), il gruppo Ligresti e l'imprenditore Marcellino Gavio (azionista di minoranza della Milano Serravalle mentre l'azionista di maggioranza è la Provincia di Milano. Possiede anche la Pedemontana Lombarda s.p.a., la società che ha promosso la nuova autostrada). Ma l'appalto prevedeva che i partecipanti non potessero trovarsi in situazioni di controllo o di collegamento diretto o indiretto con Pedemontana.

Il presidente di Pedemontana, Fabio Terragni, spiega che la società ha richiesto ai propri legali di valutare la legittimità dell'offerta Impregilo. Nel caso di Gavio non ci sarebbe conflitto di interessi mentre per i Benetton l'approfondimento è in corso. Una volta che i legali avranno approfondito tutto verrà presa una decisione.

Ma rimane il rischio che di ricorsi e contro-ricorsi. Resta solo da attendere la definizione definitiva dei poteri della Moratti.

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