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Milano di notte non dorme, e neanche i suoi residenti: in Ticinese gli abitanti insorgono

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"Ma la notte no…" recitava un verso di una sigla di un vecchio programma di Renzo Arbore. Milano di notte è in movimento, fervente tra il traffico , il rumore dei ragazzi davanti ai locali e dei clacson delle macchine con troppa fretta….

Una situazione che a chi sogna un agognato riposo non va più giù. Gli abitanti di Ticinese ne sanno sicuramente qualcosa: invidiati da tutti di giorno, per l'indiscutibile bellezza architettonica della loro zona, compatiti di notte per gli schiamazzi, le urla e gli atti vandalici che sono costretti a subire costantemente, con punte al limite della sopportazione durante il weekend.

Gli inquilini di Via Vetere, l'associazione Cittadella e il coordinamento dei comitati di zona hanno deciso di dar vita a una battaglia legale contro il frastuono, le bottiglie spaccate ovunque, la droga che circola senza controllo.

E ne hanno per tutti, anche per i vigili che non rispondono alle chiamate e ignorano la situazione e per il comune che continua a dimostrarsi sordo nei confronti dei suoi cittadini.

E così, guidati dall'avvocato Sergio Beonio Brocchieri, trenta famiglie residenti in Via Vetere, piccola strada al centro del ciclone del divertimento serale hanno deciso di intentare una causa civile in base all'ex articolo 700 del codice, per reclamare il loro diritto alla salute. 

E per farlo si sono preparati al meglio: armati di macchine fotografiche e telecamere, hanno documentato la situazione di degrado che sono costretti a vivere ogni giorno sotto i loro portoni, sperando che possa essere d'aiuto per risolvere la situazione.

I residenti di zona Ticinese si sono esposti prima di tutti gli altri abitanti delle zone oggetto di inquinamento sonoro e disturbo della quiete pubblica e se otterranno il risultato sperato, c'è da scommettere che gli altri comitati di zone particolarmente frequentate di notte, come l'Arco della Pace, i Navigli e le zone dove si trovano le maggiori discoteche meneghine,  seguiranno a ruota il loro esempio. 

Intanto Palazzo Marino ha fatto sapere di stare lavorando ad un piano di zonizzazione acustica anche se, come tiene a precisare il difensore civico Alessandro Barbetta, nei 174 luoghi definiti critici non sono contemplati pub e discoteche, che invece sono circa 165.

 

Speriamo che la situazione non degeneri e che si trovi una soluzione che non scontenti i residenti e i frequentatori notturni, che non sono tutti armati di una voce da tenore e pronti a passare la notte prendendo a calci le bottiglie lasciate per strada.  

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