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Entro settembre Via Sarpi sarà una ztl, poi via i negozi cinesi per costruire il nuovo quartiere

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Chi passeggia in via Sarpi o abita nei pressi della zona lo sa, gli sembrerà di essere in un'altra parte del mondo, Cina per essere precisi, e non nell'italianissima Milano. Ma a non tutti piace il fascino esotico, come al Comune di Milano e tanto meno alla Moratti che è scesa in campo per far sloggiare i cinesi dalla zona.

Il problema più grande è che essendo la strada tempestata di negozi, c'è un continuo scarico e carico di merce, anche fuori dall'orario consentito e questo è diventato inaccettabile, anche perchè non c'è nessuno che si permette di far multe.

Il progetto del Sindaco è quello di rendere via Sarpi area pedonale, partendo prima dalla trasformazione dell'area in una zone a traffico limitato (ztl) entro settembre, e poi via via fino alla chiusura della circolazione.

Si cercherebbe, almeno questi sono i piani, di riportare un po' di ordine in una strada che è diventata troppo caotica, soprattutto perchè è abbastanza stretta e anche gli autobus e le auto restano spesso imbottigliate nel loro passagio. Molti camion poi confluiscono tutti verso il Cimitero Monumentale, che è diventato una specie di deposito assolutamente libero e incontrollato.

La conseguenza di questo smantellamento è che i cinesi, che lo ricordiamo sono anche i proprietari dei negozi di via Sarpi, dovrebbero trovare altro posto in cui andare a vendere la merce.

Un'idea che è balenata alla Moratti sarebbe di convogliare tutto il traffico verso il piccolo comune di Lacchiarella, oppure Gratosoglio, ma è ancora tutto da stabilire. Per il nuovo quartiere, una volta che si attuerà il piano, c'è anche chi sogna di recuperare l'ex stabile dell'Enel di via Niccolini per aprirci una nuova Feltrinelli.

I commericianti ovviamente non ne vogliono sentir parlare di traslocare anche perchè stanno bene dove stanno. Mentre i loro rappresentanti corteggiano quasi il Comune, sorridendo e approvando le decisioni almeno teoricamente.

Infatti il tavolo decisivo sarà lunedì prossimo a Palazzo Marino, ma dovrà fare i conti con il silenzio dei diretti interessati, e sono davvero in pochi a voler cambiare zona.
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