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Scoperto giro di case chiuse in città, coinvolte alcune agenzie immobiliari

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La proposta di Sgarbi di un quartiere a luci rosse in Bicocca? Un no secco su tutti i fronti. Ma anche se Milano ufficialmente dice di no (anche se alcuni quartieri colpiti dal problema prostituzione li preferirebbero come il comitato di Viale Abruzzi di qualche mese fa) nel frattempo, anche se non legalizzate, ci sono ugualmente le case chiuse.

Anche in centro.

Sono stati trovati infatti 12 appartamenti che sono stati sequestrati che fungevano da veri e propri bordelli e altri 70 sono stati controllati. La polizia ha iscritto nel registro degli indagati ben cinque agenti immobiliari per favoreggiamento della prostituzione e immigrazione clandestina, oltre a 36 persone tra cui 18 uomini sospettati di essere gli sfruttatori delle ragazze che lavoravano.

Le agenzie immobiliari coinvolte erano due, una con sede in via Carlo Forlanini e l'altra in via Panfilo Castaldi, e affittavano monolocali e bilocali a un prezzo molto più alto di quello di mercato.

Gli appartamenti (come nella foto tratta da Vivimilano) erano attrezzatissimi, con gadget di ogni tipo e anche una sala d'attesa in cui i clienti potevano intrattenersi prima degli incontri con le prostitute. Le tariffe ovviamente erano alte visto il servizio e le ragazze erano tutte straniere (Europa dell'Est e Sudamerica) e molto giovani.

Il tutto nella più completa discrezione. Gli appartamenti sono situati un po' dappertutto in città, da Corso XXII Marzo a Ripa di Porta Ticinese come da Corso Lodi a Viale Tibaldi, ma l'appartamento da cui sono partite le indagini è quello in via Poma 4.

Visto che le case erano sparse chissà se ai clienti veniva data una mappa come questa. Scherzi a parte proprio quest'anno, a settembre, compie 50 anni la legge Merlin. Che sia il caso di rivederla visto che il proibizionismo non sta dando i suoi frutti? Ovviamente combattendo sempre lo sfruttamento di chi questo mestiere non lo vuole fare.

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