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Pillola del giorno dopo: negli ospedali milanesi è ancora una conquista farsela prescrivere

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La Milano perbenista continua a rimandare un argomento che è diventato ormai polveroso, si alla tecnologia, si all'Expo2015 conquistato con orgoglio, no alla pillola del giorno dopo.

Argomento polveroso se si pensa che si sta parlando di una pillola il cui principio attivo è pressocchè sconosciuto ai più, il levonorgestrel e che nonostante l'assenzacontinua a far parlare di sè: se ne discute su quale sia in effetti il suo funzionameno e come agisce, soprattutto c'è chi lo associa ad un metodo abortivo, ma si continuano ad avere preconcetti e ostacoli nel prescriverla a chi la richiede.

Sarà ancora un fatto moralista, sarà la difficoltà di concepire erroneamente come se fosse già vita l'ovulo non fecondato – l'unico su cui la pillola agisca -, il problema è che chi continua a fare filosofia attorno all'argomento, non si accorge delle centinaia di ragazze o donne che arrivano terrorizzate dal medico per farsela prescrivere, e molte di esse agiscono più per paura che per coscienza o conoscenza.

Ai piani alti della politica tutto si riduce al semplice problema di chi si deve occupare della prescrizione di questo farmaco, e fosse solo così semplice.

Con il Ministro della Sanità, Livia Turco, si era deciso che in ogni distretto sanitario ci fosse almeno un medico non obiettore, in modo da dare la possibilità alle donne in cerca di aiuto, di poter avere la prescrizione medica e andare in farmacia.

La Regione Lombardia si è opposta su questo punto e l'Assessorato alla Sanità ha rimbalzato la palla al Governo: la prescrizione non è carico del servizio regionale, quindi la difficoltà di reperire la pillola del giorno dopo non è affar loro.

Ma se ci fosse una normativa chiara e precisa, senza dare la colpa a nessuno, che desse la possibilità di prescrivere la pillola verrà "concessa" più facilmente, tutti andrebbero d'accordo?

Sta di fatto che poi quando si intervistano gli obiettori sulla questione, politici o no che siano, la risposta è sempre la stessa: la responsabilità di questa prescrizione sta nel fatto che questo farmaco viene considerato abortivo e tutto questo ha un che di reato.

Ci teniamo a spiegare, che al dà delle coscienze, delle opinioni che vanno tutte rispettate, è importante sapere che il funzionamento della pillola agisce su ovuli non fecondati, e solo entro un certo numero di ore (72) dall'ultimo rapporto sessuale. Nel caso in cui nell'utero ci fosse un ovulo già fecondato, il principio attivo della piccola non disturba l'eventuale gravidanza.

Se ci fossero più donne in politica… 

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