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Milano si difende dal crimine: 900 "occhi" in tutta la città per cogliere sul fatto i malviventi

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I dintorni e non solo della Stazione Centrale continuano ad essere un luogo pericoloso per donne che vi camminano sole, basti pensare a quello che è accaduto sabato scorso ad una ragazza che era andata a trovare la madre, che lavorava alla biglietteria della stazione.

Ma in genere in certi orari questi posti diventano proibitivi per chiunque, ed è facile essere la vittima di borseggiatori.

Per questo Milano si è trasformata in una specie di Grande Fratello: in tutta la città sono distribuite in maniera più o meno efficace 900 telecamere.

Tanto per capirci, il numero di sistemi di controllo è uguale a quello di Londra, e tutte le zone, o almeno le principali, sono video sorvegliate per evitare, si spera, che la criminalità contribuisca al degrado di una città che invece, dimostra tutta la voglia di crescere e di migliorare, e soprattutto di garantire sicurezza ai suoi cittadini.

Insomma Milano diventa una delle città più tecnologicamente avanzate d'Europa. Ma deve ancora fare molta strada prima di assicurare davvero che le aggressioni diminuiscano. Infatti nonostante le settanta videocamere posizionate nell'area della Centrale e le undici colonnine Sos, Milano non è ancora abbastanza tranquilla.

Gli impianti che tutt'ora sono in funzione sono sistemati nei parchi cittadini, e soprattutto nelle zone a rischio come via Sarpi, viale Umbria e viale Monza.

Ma come ha ricordato il vicesindaco De Corato, che è intervenuto in un convengo in questi giorni proprio sulla sicurezza del territorio grazie alle tecnologie, ci sono anche tanti agenti che circolano per strada, come i poliziotti di quartiere, perché anche se ci sono le telecamere a sorprendere i malviventi, è vero anche che come è facile immaginare, la vista dell'uniforme incute sempre il sacro timore.

Chissà se allora non ce ne vorrebbero di più proprio di questi "metodi tradizionali", che anche se tecnologicamente meno avanzati, riescono ancora a mettere il malvivente in fuga.

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