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Milano 2015, ecco come sarà la città del futuro grazie all'Expo

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Stamattina è stato il momento delle prime riflessioni, ieri quello della lunga diretta, adesso è il momento di pubblicare un post un po' più "tecnico", ma sempre alla portata di tutti, per portare alla luce nello specifico quale sarà la Milano del futuro.

Per farlo, visto che lo troviamo esaustivo e ben fatto, ci facciamo aiutare da un articolo di Giuseppina Piano per Repubblica.

Allora, vediamo un po' di mettere assieme i progetti principali. Partiamo dalla salute, visto che il progetto Expo verde dovrebbe portare ad una riduzione del 15 per cento di CO2. E già questa è una buona notizia, soprattutto alla luce degli scarsi risultati dell'Ecopass, una tassa che non ci ha mai trovato d'accordo.

Anzi, diciamola tutta, il dubbio che ci aleggia nelle menti è che l'ecopass sia stato introdotto strategicamente proprio per mostrare al mondo la propensione a risolvere il problema inquinamento.

Ma la "cartolina" che abbiamo trovato su Repubblica parla anche di una città dove si viaggia in metrò da Niguarda a San Siro, e da Lorenteggio a Linate. Dove saranno stati spesi 14 miliardi di euro in infrastrutture, autostrade e opere pubbliche.

Ma anche una Milano con sette anni di cantieri davanti e 29 milioni di persone in visita nei cinque mesi dell'Esposizione universale dedicata all'alimentazione, previste in media 160mila al giorno con (con punte di 250mila).

Una città da skyline anche verticale, con l'Expo Tower a Rho-Pero a contendere ai giganti di Citylife il record di altezza milanese. E con 11 miliondi di metri quadri di verde in più sparsi per tutte le periferie.

Ma anche con un nuovo quartiere residenziale a Rho-Pero, dopo che smontata una parte dei padiglioni tirati su per l'Esposizione, si costruiranno al loro posto case e uffici .

Ma ci sono gli investimenti di cui abbiamo già parlato e i nuovi posti di lavoro. E poi? Andiamo a vedere. La prima delle scommesse da vincere, questo è ovvio, riguarda i tempi di realizzazione. Assolutamente da rispettare. In primo luogo ci viene in mente l'immensa area della nuova fiera di Rho-Pero, che dal punto di vista della viabilità è ancora in braghe di tela.

E dovrà anche raddoppiare i suoi spazi in sette anni.

Ma ci saranno da rispettare anche le promesse di un evento a impatto zero, visto che il grande afflusso di pubblico potrebbe anche essere un boomerang per la salute dei milanesi. Parliamo di 29 milioni di visitatori previsti.

Scrive Repubblica: in totale, due milioni di metri quadri da strasformare.
Chi la visiterà, nel 2015, si troverà otto padiglioni per illustrare i progetti espositivi di mezzo mondo sull'alimentazione immersi in un parco, che da solo coprirà circa la metà dell'area giardino all'inglese. Un lago artificiale e ruscelli. Al centro di tutto, cuore e simbolo, la torre con ai lati due "ali" con sale per eventi, seminari, attività culturali, negozi. E pure un "centro ecumenico" per la preghiera. Sopra la torre invece, a 200 metri d'altezza, terrazza panoramica e ristoranti.

Il tutto con padiglioni immersi in un parco di 500mila metri quadrati, la metà dell'area. Ristoranti per 8mila metri quadrati e altrettanti per bar e ristoranti, 2.500 metri quadrati di negozi. Piazza Italia con un anfiteatro all'aperto di 9mila metri quadrati, e un auditorium di 6mila. Verde che dovrebbe aumentare comunque in tutta la città con 11 milioni di parchi in più. Altro capitolo delle promesse.
Questo ciò che riguarda la sola Fiera. In ballo ci sono poi i nuovi quartieri, la linea 4 e 5, le infrastrutture, dalla Brebemi alla Pedemontana, ma anche alla Tav. Ne abbiamo parlato qui. Parliamo di 10 miliardi di investimenti pubblici.

E poi c'è il vero dubbio, quello che riguarda i lati negativi di cui non ci volevamo occupare nel post di riflessioni di questa mattina. Tutto ciò che verrà costruito sarà prezioso per il 2015, ma dopo? Come verrano riutilizzati gli spazi della Fiera, e non solo quelli, e tutte quelle misure pubblico di trasporto? Ecco, questa è una bella domanda. Che per ora rimane senza risposta, anche da parte del comune.

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