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Polemiche sul rave di Segrate: la polizia doveva fare di più?

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A pochi giorni dalla morte di un giovane diciannovenne a un rave party si infiammano le polemiche. Questa volta, però, sotto accusa non sono le droghe, la gioventù bruciata o la musica che istiga a comportamenti devianti, bensì le forze dell'ordine.

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rave sono illegali e questo è noto a tutti quanti, la voce si sparge con il passaparola ed in particolare su Internet, se lo vengono a sapere seimila ragazzi dov'è il luogo d'incontro, si può infiltrare chiunque. Ampie aree dismesse sono le location privilegiate per pompare musica ad alto volume ed anche per questo motivo non è così difficile da trovare. Insomma, se si volesse veramente fermare un rave, non sarebbe un'impresa impossibile.

A Segrate non solo si è lasciato che tutto iniziasse, ma soprattutto anche dopo la tragedia nessuno è intervenuto a sfollare la festa.

La notizia dell'arresto cardiaco di Nunzio Mattia Lo Castro ha fatto il giro di tutti i telegiornali, su Internet hanno iniziato a circolare video di quella notte e nonostante l'accaduto…the show must go on. Ma se un rave in Italia è illegale e un ragazzo di diciannove anni ha perso la vita, perchè è andato avanti altre interminabili ore senza problemi? 

Questa è la polemica vera, non c'entra solo la droga, altrimenti dovremmo aprire l'infinita parentesi sul fatto che si spaccia anche a scuola e si drogano anche i politici e non ne usciamo più.

I controlli, la polizia, i sequestri…dov'erano? Un rave è illegale e "segreto" perchè vuole sfidare le autorità, ma se queste non muovono un dito nemmeno dopo una tragedia non c'è più gusto.

Il questore, Vincenzo Indolfi, ha detto che sarebbe stata una follia mandare via contemporaneamente così tante persone sotto effetto di alcol e stupefacenti perchè sarebbero stati pericolosi per se stessi e per gli altri. Bene, allora che cosa esistono a fare i controlli e i ritiri di patente? Forse avrebbero fatto bene a chiudere baracca e a controllare tutti, così di danni ne avrebbero fatti molti meno.

Noi, come abbiamo detto più volte, non siamo bigotti. Un rave sarà anche un grande mercato della droga, ma è anche una festa divertente con bella musica e a un prezzo popolare rispetto alle classiche discoteche, che non a tutti piacciono. Il problema non sono i ragazzi, non è la droga e non è la musica. Il problema è chi non fa i controlli che dovrebbe e lascia che un ragazzo di diciannove anni muoia rischiando che succeda la stessa cosa anche ad altri.

Se bisogna estirpare il problema alla radice, quale modo migliore di cercare uno spacciatore se non all'interno? Poi, come divertirsi è una scelta arbitraria di ogni singolo giovane.

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