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Elezioni politiche, due gazebo bruciati nella notte: fermato un ragazzo

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La campagna elettorale s'infiamma, nel vero senso della parola. Nella notte due gazebo, uno de La Destra-Fiamma Tricolore e uno del Partito Democratico, sono stati dati alle fiamme da un ragazzo fermato poco dopo dagli agenti. Un attentato bipartisan viene da pensare, che con la politica ha poco a che fare, suona più come un atto vandalico con un alone di sfiducia nel prossimo.

Intorno alle quattro del mattino il ragazzo, di appena vent'anni come hanno reso noto le autorità, ha incendiato prima il gazebo della candidata premier Daniela Santanchè in piazza San Babila e appena venti minuti dopo in piazza Cinque Giornate è stato il turno di Walter Veltroni e soci. Il presunto colpevole è stato fermato in piazza Argentina, non lontano da entrambi i roghi, e dove tra l'altro si trova un altro gazebo elettorale forse ultima mira del piromane.

Le generalità del ragazzo non sono state rese note, ma lui era già conosciuto alle forze dell'ordine come militante della sinistra extraparlamentare e inoltre, gli sono state trovati addosso svariati accendini e materiale infiammabile.

Le parti politiche in cause si sono risentite parecchio dell'accaduto definendolo "gesto davvero brutto che dimostra come il clima di questa campagna elettorale sia inficiato dalla cultura della paura dell'avversario politico", come ha dichiarato la Santanchè, oppure "inaccettabili qualsiasi ne sia la matrice", secondo il coordinatore provinciale del Pd Giovanni Bianchi.

Tutto vero, un atto vandalico non ha alcun significato di protesta è semplicemente una stupidaggine e almeno su questo siamo tutti d'accordo. Sullo stesso filone anche altri roghi avvenuti qualche giorno fa in piazza Oberdan ai danni dei gazebo del Pdl. Non si risparmia propio nessuno. Da Palazzo Marino arriva la solidarietà di carlo Fidenza, capogruppo di An che intende fare piena luce sugli incivili gesti.

Una campagna elettorale che si fa pesante quindi e, per fortuna, a farne le spese fin'ora sono stati solo gadget, volantini e bandiere dei gruppi politici coinvolti.

Non sarà un giovane anarchico a spaventare navigati esperti della politica italiana, anche se il malcontento c'è già e nessuno sembra volerlo vedere. Più che i gazebo ad essere infiammati sono gli animi degli italiani stanchi.

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