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Rave di Segrate, quando a scontrarsi sono due mondi troppo diversi

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Lo ammettiamo noi per primi: riuscire a distanziarci dall'idea di un rave che come unico fine non abbia lo stordimento chimico/musicale ci sembra quasi impossibile. E non siamo dei bigotti, anzi. Capiamo quel senso di aggregazione, quella voglia di riunirsi senza vincoli e divieti, quel sottile filo logico che lega l'occupazione di uno spazio dismesso e la classica discoteca schiava della Siae e maledettamente capitalista.

Riusciamo addirittura a respirare l'aria di libertà che esce da quelle casse che sparano "note libere".

Però non siamo rincoglioniti.

In discoteca tantissimi ragazzi fanno uso di droga e di alcool, la stragrande maggioranza, ma non per tutti quello è un luogo di stordimento; può anche essere solo un motivo di sano divertimento, una sorta di iniezione adrenalinica che deriva esclusivamente dalla musica e dal bacino che si muove a tempo.

Il rave invece racchiude in sè, già dal nome, il senso di stordimento che deve accompagnare quella musica martellante. E un vero viaggio in mezzo a quelle note musicali è difficile farlo con un succo di frutta alla carota.

L'aggregazione in quei posti conta fino a un certo punto. O meglio, fino ad una certa ora. Poi ciascuno rimane solo a "dialogare" con il proprio sballo, a vivere un'atmosfera chimica quanto mai egoistica.

Poi si torna al gruppo e ancora una volta al successivo "egoismo chimico". La droga non è un accessorio del rave, come potrebbe esserlo in una discoteca, la droga è parte integrante di un rave, perchè è proprio la base su cui poggia quel "modo di videre la musica", quella "voglia di protesta".

Nei commenti a questo post abbiamo però trovato questa riflessione di un ragazzo che frequenta i rave. La riportiamo, perchè possiate anche leggere l'altra faccia della medaglia. 

Prima di passare la parola al ragazzo segnaliamo però questo bel post di Arte e Salute, che ci porta alla scoperta dei legami che si creano tra musica e droga.

Ad un rave si incontra gente, si condividono opinioni e trip, si ride e si scherza e si balla sottocassa.. Ognuno è fautore del proprio destino, i rischi si conoscono ed una persona sabato 22 marzo non ha avuto la coscienza di pensare ai propri limiti ed è schiattato… E' morto un ragazzo di overdose e poi la festa si è fermata appena la notizia è giunta… A Segrate ci sono stato due giorni senza prendere sostanze, neppure un sorso di birra o vino e la gente che vedevo attorno a me non era sprovveduta, ma anzi mi era amica..

Sotto quelle facce losche c'è fratellanza, solidarietà e voglia di cambiare sto mondo… Sotto quei lunghi dredlocks c'è un cervello che funziona… Ora la lotta dell'opinione pubblica si concentrerà sulle feste illegali che facciamo e non proverà a capirci, ma solo a distruggerci…"voglio un dialogo con le persone, non la lotta" questo io e ciascun raver vi dirà se vi azzarderete a dargli del drogato, dell'assassino o del degenerato.. Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perchè noi non vi giudicheremo mai. Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga. Non siamo dei bambini inconsapevoli. Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa, che non dipende dalla legge fatta dall'uomo, dallo spazio e dal tempo stesso. Noi siamo un'unità. L'unità. (World manifesto raver) Voglio chiarire ogni vostro pregiudizio ed ogni vostro dubbio, non dovete avere paura di noi… Non ho ancora un'ottima conoscenza del mondo dei rave anche se è due anni che li frequento, ma in meno di un giorno, partecipando ad una festa, ho capito perchè la gente fa queste feste illegali: …che bisogno c'è di tassare della musica? Che bisogno c'è di limitare la libertà altrui? Che bisogno c'è di far pagare l'entrata? Che bisogno c'è di fermare un movimento creato per unire persone che la penanso allo stesso modo? Che bisogno c'è di credere che non abbiamo coscienza? Noi stiamo nel nostro capannone, non veniamo nelle vostre case a rubare, non vi righiamo la macchina, non facciamo incidenti…vogliamo solo condividere la piena libertà dalle regole, ma sappiamo bene cos'è il rispetto… Mi dispiace per quel ragazzo che è morto, è successo anche altre volte…Ma non è il gruppo che sbaglia, è il singolo.. E non sarò mai uno che punta il dito contro gli altri, perchè non solo sotto un capannone avvengono cose illegali, ma anche sotto discoteche,stadi e parlamenti.. Ho trovato una casa e degli amici sotto una fabbrica abbandonata, non sfrattatemi e non abbiate giudizi si di me!

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