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Milano e Torino, inchieste blogosferiche a confronto

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Marilena De Giorgio, blogger di Torino 2.0, ha fatto un paragone tra le due inchieste parallele condotte a Milano e a Torino riguardanti i negozi Compro oro. Riflessioni che condividiamo e che pubblichiamo volentieri anche qui su Milano 2.0.

di Marilena De Giorgio (Torino 2.0)

Un'inchiesta condotta parallelamente che ha prodotto risultati interessanti, con molti punti in comune ed alcune differenze. Torino 2.0 e Milano 2.0 , i due metroblog del network Blogosfere, hanno indagato sui negozi di "Compro Oro" delle rispettive città cercando di sovvertire la tendenza mediatica che li ha visti crescere notevolemente e fare "affari d'oro", è proprio il caso di dirlo. Trovate qui l'inchiesta sabauda e qui quella meneghina con i rispettivi video.

Il punto di partenza per questa breve sintesi dei risultati prodotti non può che partire dalla comunicazione sull'argomento e dalla diffusa ritrosia dei commercianti ad essere ripresi, riscontrata in entrambe le inchieste. Per noi blogger, che facciamo dei contributi video una connotazione specifica del mestiere, forse lo scoglio più difficile da digerire.

Tra l'altro i negozianti, contestando gli articoli della stampa tradizionale, hanno espresso in entrambi i post il desiderio di non passare per approfittatori o lucratori sulle disgrazie altrui.

Allora perchè non palesare questa accusa senza far aumentare il sospetto che dietro la voglia di non essere ripresi possa esserci dell'altro?

Punti in comune su Torino e Milano: le attività di "Compro Oro" fanno affari costanti, non registrano picchi di crescita negli ultimi anni, dovuti al calo del potere d'acquisto dei cittadini. I commercianti d'oro non diventano ricchi facendo esclusivamente questa attività di compravendita ma intorno alle attività aperte da professionisti, orafi, gioiellerie, sono fiorite numerose reti di franchising dalla dubbia formazione, competenza e serietà.

Milano 2.0 fa i nomi e indica i siti internet su cui trovare le informazioni.

Su Torino 2.0, invece, si evidenziano i prezzi d'acquisto e vendita, la tipologia di utenza, la registrazione delle procedure di compravendita quale prassi regolare da rispettare.

Abbiamo scoperto, ad esempio, che esiste un “Libro delle antichità preziosi e beni usati” su cui registrare i dati del cliente e che, dopo essere stato venduto l’oggetto rimane fermo per dieci giorni; solo dopo entra nel circuito delle banche metalli preziosi che li rivenderanno sotto forma di lingotti. 

Un quadro ricco di informazioni e curiosità che i due metroblog cittadini intendono realizzare allo scopo di fare un'informazione professionale che possa essere sempre più condivisa.

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