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Il finto "sgombero" del campo rom alla Bovisa: una farsa con mille polemiche

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Ottocento romeni, in gran parte rom, sono l'insediamento che da tempo "abita" sul pratone di via Bovisasca, laddove un tempo sorgeva la Montedison e che oggi è una sorta di immensa discarica all'aperto, con il sottosuolo stracolmo di amianto e arsenico, residui dell'ex fabbrica.

Un area avvelenata e malsana, uno dei motivi per cui il campo rom doveva essere sgomberato (foto in alto Emblema).

E lo sgombero in effetti c'è stato, proprio ieri, con un dispiegamento di forze dell'ordine ad indicare quali baracche buttare giù e dove poterle ricostruire. A fare da confine tra il vecchio e il nuovo campo un divano e poche centinaia di metri. Questo è quello, che più di molte altre volte, si può chiamare scandalo.

Una farsa in piena regola e davanti agli occhi di tutti, soprattutto dei residenti e dei comitati antidegrado sbigottiti e increduli per ciò che "non" stava accadendo.

L'emergenza ora si fa ancora più grave ed è palese che il Comune non ha la minima idea di come intervenire. Il vicesindaco, nonchè assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato ha avuto il coraggio di dire che "gli allontanamenti continueranno". Certo, ma la domanda é: e quando sono iniziati? 

Alle 7.30 di ieri sono arrivate le ruspe, all'inizio la folla sembrava inferocita, poi le trattative sono andate a buon fine.

Qualche ora dopo, dieci catapecchie sono state buttate giù, cinquanta persone trasferite dall'altra parte della barricata e come se niente fosse si sono rimessi a costuire una baracca di fortuna. Non è certo la prima volta che gli capita, ma forse non era mai stato così semplice.

La presa in giro di ieri non solo lascia il problema esattamente li dov'era, scontentando i cittadini del quartiere, che più volte avevano denunciato la necessità di uno sgombero, certificato dal fatto che solo qualche mese fa gli immigrati erano solo una settantina e in breve tempo sono profilerati, proprio perchè nessuno ha mosso un dito quando avrebbe dovuto.

Ma, soprattutto, peggiora la situazioni degli abitanti del campo rom. Ora si trovano tutti sulla superficie più impregnata di veleno, le conseguenze per la salute, in un insediamento nomade che già di per se di igienico non ha nulla, saranno devastanti.

Si rimanda la decisione a dopo Pasqua, o meglio, a dopo le elezioni, la questione è troppo delicata per la campagna elettorale. Bisogna trovare una nuova area su cui mettere l'insediamento abusivo, per spostare un'altra volta il problema, senza mai risolverlo. 

Presto andremo a verificare di persona e a documentarvi la situazione.

Statene certi. 

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