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Regione e Provincia contro il Comune per il progetto del museo d'arte contemporanea di Libeskind

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Entro la primavera del 2011, nell'area dell'ex Fiera, nascerà un nuovo museo di arte contemporanea, firmato da Daniel Libeskind, l'architetto polacco che, assieme a Zaha Hadid e Arata Isozaki, ha ideato le tre torri simbolo di City Life, il nuovo quartiere del capoluogo lombardo.

Il nuovo museo rappresenta un punto di riferimento per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale della città.

Sarà la struttura che meglio focalizzerà l’attenzione verso l’arte contemporanea che Milano ha espresso nel corso degli anni con i collezionisti, le gallerie, le mostre, l’editoria, le manifestazioni fieristiche.

Con il museo si rafforzerà, inoltre, il ruolo di Milano e del suo territorio nella scena internazionale sulla via già intrapresa con l’apertura di Triennale Design Museum, da poco inaugurato, e con il Museo del Novecento, in corso di realizzazione.

Il costo dell'operazione è stimato intorno ai quaranta milioni di euro. Con i suoi diciottomila metri quadri di superficie su cinque piani e un concept moderno che fa convivere opere d'arte e performance, luoghi espositivi e atelier, sarà "la grande scommessa vinta dalla città", come ha dichiarato l'assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli.
D'accordo con lui anche altri colleghi di Palazzo Marino, tra cui il sindaco Letizia Moratti e l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, entrambi ieri alla presentazione del progetto alla Triennale insieme all'architetto Daniel Liebskind.

Non tutti però sono sulla stessa lunghezza d'onda Regione e Provincia si scagliano contro il Comune di Milano.
Il motivo è molto semplice. La Provincia da tempo sta seguendo il progetto di Renzo Piano, anche lui impegnato nella realizzazione di un museo di arte contemporanea, che sorgerà sulle ceneri dell'ex area delle acciaierie Falk a Sesto San Giovanni. Ecco trovato il pomo della discordia, due concetti museali molto simili tra loro a poca distanza uno con l'altro.

La Provincia continuerà a sostenere il lavoro di Renzo Piano, presentato anche in presenza del Presidente della Repubblica lo scorso dicembre. Anche la Regione mette Milano sull'attenti, innanzitutto per essere stata poco coinvolta nelle decisioni importanti, tanto che l'assessore regionale alla Cultura Zanello ha scritto qualche giorno fa una lettera alla Moratti, chiedendo al sindaco di «cambiare radicalmente la prassi di rapporto, evitando di costruire percorsi che rischiano di metterci nelle condizioni di scegliere tra diverse opzioni di progetto sullo stesso tema». 

E adesso a Daniel Liebskind, che considera Milano la città migliore per l'architettura, chi lo dice che il suo progetto viene dopo quello di Renzo Piano? 

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