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Primo effetto della crisi Alitalia: 900 dipendenti della Sea in cassa integrazione per due anni

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La crisi occupazionale di Malpensa dopo l'addio di Alitalia entra nel vivo della drammatica questione dei lavoratori. Alla fine di un incontro tra i sindacati e la Sea , società che gestisce gli scali lombardi, il bilancio è di ventiquattro mesi di cassa integrazione per novecento dipendenti dell'azienda.

E questo è solo il primo incontro di una serie di appuntamenti dell'agenda sindacale. Altri due, quelli in programma nelle prossime settimane, uno con la Lsg, la principale società di catering che opera a Malpensa e la Eurohandling, che si occupava del magazzino ricambi per Alitalia.

Il 24 marzo è la data fissata per lo stop dei novecento dipendenti Sea, solo due settimane di preavviso, anche se si ventilava quest'ipotesi da parecchio tempo.

Solo due settimane per lasciare senza un posto di lavoro, uno stipendio e una sicurezza economica per parecchie famiglie. La Sea parla di "decisione obbligata", ma non basta assicurare il reintegro immediato, non appena gli slot lasciati liberi dalla compagnia di bandiera saranno occupati. Non basta perchè il problema sono quei due anni di cassa integrazione che fanno paura.

A causa della crisi che ha investito l'hub varesino in pochissimi mesi, Giuseppe Bonomi, che è a capo della società che gestisce lo scalo, esprime grande preoccupazione per il futuro, in cui ci sarà una contrazione dei ricavi di quasi settanta milioni di euro e per far tornare la Sea ai livelli di produttività di oggi, non sono esclusi ulteriori licenziamenti.

Licenziamenti che sono già stati annunciati per centosettantacinque dipendenti della Lsg, che ha fatto richiesta ai sindacati, anche se l'incontro ufficiale non c'è stato, la società di catering, con meno voli in programma, è costretta a un taglio del personale. La situazione peggiore è quella a cui va incontro Eurohandling che era strettamente legata al lavoro di Alitalia a Malpensa, in quanto responsabile del magazzino ricambi. Dopo la rescissione del contratto con la compagnia aerea, tutta la forza lavoro dell'azienda è stata licenziata, tutti e venticinque i dipendenti.

Più di mille persone senza più un'occupazione nel giro di pochissimo tempo, un numero destinato a crescere ancora se la riorganizzazione di Malpensa dovesse essere più lunga del previsto. Alla fine è accaduto quello che i pronostici più negativi avevano anticipato. Perchè non si è riuscito a trovare un accordo in tempo?

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