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Allarme carovita, anziani costretti a vendere l'oro per arrivare a fine mese

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Carovita, carovita e ancora carovita. E' l'incubo della quarta settimana del mese per la maggior parte dei milanesi (non solo loro a dire il vero, ma per ora ci occupiamo dei "nostri" problemi), quella settimana in cui si finisce di fare i conti e con busta paga alla mano si saldano debiti e bollette, quella settimana in cui alla fine i conti non tornano mai.

Lo stipendio è troppo basso, si è più fortunati quando le entrate sono due, figuriamoci le pensioni. E sono proprio gli anziani la fascia debole colpita senza pietà dal carovita. Sempre il carovita. Qualche settimana fa lo scandalo dell'Ortomercato, quando a fine giornata, mentre gli ambulanti raccoglievano le loro bancarelle, alcuni anziani rovistavano tra i rimasugli invenduti alla ricerca di un po' di spesa gratis.

La novità di questi giorni, invece, è il boom dei negozi "compro oro", che stanno spuntando come funghi in città.

Il principio è molto semplice, basta portare oggetti di valore direttamente al commerciante, che ne valuta il prezzo e paga subito in contanti.

E' proprio il caso di dire che non è tutto oro quello che luccica, nel senso che non si fanno grandi affari in questo modo. Molto spesso la merce viene valutata di gran lunga meno del suo effettivo valore, ma non c'è possibilità di trattativa o si prende quello che viene stabilito o avanti il prossimo.

la gente si vergogna di dover arrivare a questi espedienti per riuscire ad arrivare a fine mese, ma le alternative non sono poi molte. I negozi hanno l'insegna "compro oro", ma in realtà raccimolano di tutto, dall'argento a oggetti o quadri di presunto valore.

Il vero affare lo fa chi entra nel business in questo momento favorevole. Le prospettive di guadagno annuo si aggirano intorno trecentonvantamila euro, con un investimento iniziale di appena duemila euro.

Non mancano le richieste di affitto o acquisto locali, di modeste dimensioni, tra i quindici e i trentacinque metri quadrati, dove aprire l'attività e non serve nemmeno una grande esperienza nel settore.

Insomma, mentre da una parte c'è chi si svena e svende gli ori di famiglia, dall'altra c'è chi guadagna dei bei soldoni. E' la dura legge del mercato, è sempre meglio che agire nell'illegalità, ma tutte le promesse di intervento istituzionale, invece, dove sono? 

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