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Inchiesta lavori infiniti, Viale Zara e nuovi disagi: il video e l'intervista

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Come ben sapete, tra le tante inchieste di Milano 2.0, compaiono anche quelle che riguardano i lavori infiniti che stanno bloccando la città. Dopo il caso di piazza XXV Aprile e quello di via Leoncavallo, oggi siamo andati in viale Zara.

La storia si ripete, apre un cantiere a Milano, si sa quando inizia, ma mai quando finirà, iniziano i disagi per cittadini, residenti e commercianti, ma chi dovrebbe preoccuparsene se ne lava completamente le mani e va dritto per la sua strada.

Quella di oggi è la storia de "La casa del miele", una bottega aperta dal 1929, dove una volta entrati è un tuffo nel passato. Gli scaffali, la disposizione dei prodotti, l'atmosfera è esattamente quella della drogheria, un negozio che ormai non esiste più.

Infatti quella che si trova all'angolo tra viale Zara e via Slataper è iscritta all'albo delle "botteghe storiche di Milano".

Dal 2004 la gestione dell'attività, dopo quarant'anni di onorata carriera della famiglia precedente, è nella mani di Simona Fregoni, che oggi si trova a dover combattere con un calo delle vendite causato dai lavori della metropolitana 5 e anche lei all'inizio faceva fatica a crederci 

Sul tema dei cantieri abbiamo speso tantissime parole.

Inutili, purtroppo. Continueremo a denunciare il disinteresse dell'amministrazione comunale nei confronti dei commercianti, perchè è giusto che tutti sappiano quanto poco si sta facendo. Dai vertici della giunta arrivano sempre messaggi confortanti per i milanesi, sul fatto che si sta lavorando per loro, per offrire una città migliore, opportunità, infrastrutture…bene, non è vero niente. L'interesse ruota tutto intorno a Palazzo Marino.

A Simona Fregoni della "Casa del miele" sono stati offerti incentivi economici per l'installazione delle telecamere di sicurezza.

Lei non le ha volute, perchè in anni di attività le hanno rubato una volta la borsa e la stessa cosa l'ha detto la signora del bar accanto, una donna che rimane sola nel suo locale fino a mezzanotte e lavora tranquillamente. Il problema è un calo delle vendite del 15% e di conseguenza delle entrate mensili, l'affitto e i fornitori però si pagano sempre allo stesso modo, se il disagio è causato da dei lavori pubblici, perchè si danno agevolazioni sulle telecamere di sicurezza – che De Corato metterebbe ovunque e non se ne può più – e non si aiuta concretamente un'attività, per di più storica, che rischia di fallire? Chi ci guadagna su queste telecamere?

Nessuno pensa che i lavori non debbano essere fatti, alcuni possono anche essere utili, come la metropolitana, però bisogna pensare anche alle conseguenza e intervenire.

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