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Schiaffo del Governo alla moratoria per Malpensa e il Tar boccia il ricorso di AirOne

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Si sapeva che questa settimana sarebbe stata decisiva per la questione Malpensa, ma non si poteva sapere che ci sarebbe stato tanto ostruzionismo dal Governo centrale rispetto ad una soluzione più morbida auspicata da molti. Bocciature secche su tutta la linea, no alla moratoria di tre anni sul taglio dei voli dallo scalo varesino e respinto il ricorso di AirOne contro l'esclusività della trattativa Alitalia -Air France.

Scioperi, picchetti, petizioni, manifestazioni di massa non sono serviti a nulla, il destino di Malpensa sembra già segnato, il che fa aumentare il sospetto del "complotto contro il Nord".

Le istituzioni Lombarde: Comune, Provincia e Regione, che si erano compattate per una giusta causa, ritengono le scelte del Governo inspiegabili, non esistono delle motivazioni forti che impediscono lo sviluppo dell'hub. Il sottosegretario all'Economia, Mario Lettieri, si è fatto carico di motivare i "no" parlando di "riverberi negativisulla trattativa in corso" e "effetti sull'andamento del titolo Alitalia".

La guerra per la sopravvivenza di Malpensa non si ferma certo qui, anzi, si preannuncia ancora più agguerrita, per difendere il diritto dei cittadini lombardi e non solo a viaggiare in tutto il mondo. Le esternazioni di Formigoni sanno tanto anche di campagna elettorale, che molto avrà a che fare con la crisi di Alitalia. 

Importanti anche le parole di Penati, che più moderato nei toni ha esortato gli investitori italiani a farsi avanti senza paura che la sentenza del Tar contro AirOne escluda necessariamente altre proposte.

Il nodo che preme di più ora, che la situazione si è precipitosamente icrinata, è la tutela dei lavoratori. Se dal primo aprile ci saranno i tagli annunciati dal vettore italiano, traballeranno molti contratti, questo era uno dei timori maggiori per cui si chiedeva la moratoria. Ora ci vorrà del tempo per trovare nuove compagnie aeree in grado di coprire gli slot lasciati vuoti, ma i dipendenti di Malpensa vanno comunque tutelati.

Simbolica solidarietà arriva anche dai negozianti dell'aeroporto lombardo, che la prossima settimana abbasseranno le saracinesche qualche minuto a favore dell'occupazione. "Per l'Italia. Sì a Malpensa, facciamo volare la Lombardia" è, invece, lo slogan che sarà affisso su tutti i negozi di Milano, Varese e del Sempione, grazie a una campagna portata avanti da Confcommercio. 

Penalizzare in questo modo Malpensa tagliando voli internazionali e intercontinentali significa declassare una struttura che, innanzitutto, è costata un sacco di soldi perchè si è puntato molto su questo collegamento da e verso l'Italia (altro motivo per cui non si capisce l'inversione di rotta del Governo) e soprattutto togliere al Paese un hub, come ce ne sono in tutte le città europee economicamente forti.

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