×

Aria di secessione a Lambrate: un referendum per staccarsi da Milano

Condividi su Facebook

Si sentono cittadini di serie B a Lambrate, una condizione molto diffusa tra alcuni quartieri di Milano, e ora che sono stanchi di promesse non mantenute passano all'attacco.

Prima la costituzione dell'associazione "Lambrate comune autonomo", composta da sette comitati e duemilacinquecento aderenti, per ora, poi la distribuzione di carte d'identità fac-simile con il sigillo "Comune di Lambrate" ( i cui confini sarebbero Parco lambro, pizza Piola e via Rubattino) e infine la proposta di un referendum per i cittadini lambratesi pronti alla secessione.

I lavori per staccarsi da Milano, città ingrata nei confronti del quartiere, sono già molto avanti e ci sarebbe giè un candidato sindaco, il presidente della commissione Lavori Pubblici in consiglio di zona 3 Leo Siegel.

Strano a dirsi, ma le legge sta dalla parte dei secessionisti. Secondo l'articolo 133 della Costituzione bastano cinquemila firme per far partire l'iter per l'autonomia ed esiste anche già un precedente, la frazione di Baranzate si è staccata dal comune di Bollate nel 2004, dopo anni di lotta, però ce l'ha fatta.

Non è certo la battaglia quella che spaventa i lambratesi convinti, che se sono arrivati a tanto avranno anche i loro buoni motivi. Uno per tutti: le periferie vengono sempre messe da parte a favore del centro o delle grandi opere a visibilità internazionale (si parla chiaramente di Expo).

L'istituzione del nuovo comune di Lambrate, secondo il coordinatore della Costituente Bruno Centenari, farebbe anche risparmiare il comune di Milano perchè per tenere in piedi un consiglio di zona servono almeno due milioni e mezzo di euro l'anno, tanti soldi per un organo di per sè inutile.

Il consiglio di zona, infatti, può solo esprimere pareri il più delle volte inascoltati. L'inipendenza sarebbe quindi un vantaggio per tutti. Milano si libera dei problemi della periferia e la periferia inizia a trovare con le sue forze le soluzioni ideali ai propri problemi. Detta così non fa una piega, ma non sarà che invece di un passo avanti non se stanno facendo tre indietro.

Lambrate è stato annesso al Comune di Milano nel 1923, insieme ad altri piccoli centri della periferia, prima di allora era un agglomerato autonomo.

Inoltre si parla da anni di creare la cosiddetta Città Metropolitana, accorpando istituzione ed eleiminando quelle inutili, parlare di indipendenza di ogni singolo angolo della periferia milanese vanificherebbe queste prospettive. Senza considerare che l'esempio di Lambrate sarebbe seguito a ruota da tutta quella periferia che si sente abbandonata da Palazzo Marino. Giustamente anche, perchè i problemi li conosciamo tutti. Un'ulteriore frammentazione porterebbe veramente dei vantaggi? O rischia di intensificare quelli che già ci sono?

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche