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Sesto San Giovanni e Renzo Piano: passato e futuro si incontrano

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A Renzo Piano le sfide piacciono, così come all'architetto piace prendere uno spazio, possibilmente di svariate migliaia di metri quadrati, e riprogettarlo daccapo. Chissà la soddifazione quando il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, l'ha chiamato per mettere nelle sue mani l'intera area che un tempo ospitava la gloriosa Falk.

Un progetto imponente e una grande opera di rivitalizzazione urbanistica. Sesto risorgerà dalle proprie ceneri ripartendo dalla storia e dalla cultura di quella che ormai non è più solo una periferia, ma una città tutta da scoprire.

Nell’elaborare la sua proposta iniziale Renzo Piano ha tenuto conto delle indicazioni che le amministrazioni che hanno governato la città negli ultimi anni hanno elaborato insieme ai cittadini e ai portatori di interessi: un grande parco centrale, un mix di funzioni economiche, un’attenzione alla produzione di energia pulita e rinnovabile, case per tutti gli strati sociali, una mobilità pubblica forte ed agile, nuovi servizi per gli abitanti presenti e futuri.

Sesto San Giovanni è stata la città delle fabbriche (come Breda, marelli, Vulcano). Fabbriche di tecnologia, di modernità, ma anche di crescita democratica e sociale. Ne porta i segni nell’urbanistica dei luoghi ma anche nella sua cultura. Il progetto di trasformazione in corso non lo può ignorare e tanto meno poteva ignorarlo un archietto di esperienza e fama internazionale, che anzi ha dichiarato "mi piacerebbe restasse fabbrica: una fabbrica di idee".

Cadono i muri della Falck e improvvisamente la comunità intera si appropria di un grande parco. Le strade si connettono, il verde invade nuovo e vecchio e si costruiscono i ponti tra la città esistente e l’area industriale, al di sopra e al di sotto del fiume di binari della ferrovia. Il parco, grande, anche più grande di quel che si potesse immaginare, è tutto un mondo nel quale riaffiorano di tanto in tanto dei frammenti della fabbrica, memoria viva e nobile di un fortissimo passato.

Ma il verde non è solo quello del parco, è anche quello che invade le strade, i viali e che tiene tutto insieme. Naturalmente, il tema dell’energia e della sostenibilità, dei consumi e dei trasporti pubblici, è e deve essere di grande rilevanza, da degni eredi di quella modernità che appartiene alla storia di Sesto San Giovanni.

Non la pensano esattamente così gli esponenti del centrodestra che anzi hanno etichettato il progetto come un supermercato e uno stravolgimento totale della realtà e della storia dell'ex area Falk.

Le aspettative sono molto alte e il risultato non deluderà di certo. 

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