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Firmato l'accordo tra pubblico e privato per finanziare i lavori della "metro 5": 550 milioni di euro

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In gergo finanziario si chiama project financing, più semplicemente è un accordo di finanziamento che unisce fondi provenienti dal pubblico e dal privato. Accordo che è stato firmato per realizzare la linea del metro 5 di Milano.

Il costo di tutta l'operazione è di 550 milioni di euro, divisi tra 297 milioni coperti da contributi statali e del Comune di Milano e i restanti 275 milioni suddivisi tra le quattro banche partner del progetto: Dexia-Crediop, Mediobanca, Société Générale Corporate & Investment Banking e WestLB – succursale di Milano.

I finanziamenti predisposti si suddividono in cinque tronconi: a lungo termine per una durata di 23 anni, finanziamento Iva, in stand by, working capital e linee di anticipazione del contributo pubblico.

La prima tranche di lavori riguarderà la tratta Zara-Bignami. Si tratta di 5,9 Km di percorso per 9 stazioni (Garibaldi, Isola, Zara, Marche, Istria, Cà Granda, Bicocca, Ponale e Bignami). I disagi per la circolazione del traffico sono già iniziati a ottobre con la riduzione a due corsie di Viale Zara e Fuvio Testi.

Poi la situazione è destinata a peggiorare, perchè gli interventi riguarderanno sia il tratto stradale che quello sotteraneo. Quindi chi è solito muoversi nella zona si metta l'animo in pace, sarà un inverno lungo e trafficato. Anzi saranno inverni (al plurale) difficili, perchè la chiusura dei lavori, solo per la prima parte del percorso, è prevista il primo marzo 2011 ("Un tempo record per l'amministrazione" ha commentato Edoardo Croci).

Nei successivi 14 mesi, entro il primo maggio 2012 quindi, sarà invece tagliato il nastro della tratta Zara-Garibaldi.

A pieno regime la nuova linea di trasporto dovrebbe essere in grado si sostenere un traffico di 29 milioni di passeggeri l'anno.

Però alla fine di tanto affanno tutti i milanesi potranno godere di un nuovo metro assolutamente all'avanguardia: addio pilota nella cabina di testa, il mezzo sarà comandato da due persone in una sala centrale. Anti-suicidio, un sistema di tre porte che si aprono in coincidenza dei vagaoni e non permettono l'accesso diretto ai binari (come nei migliori esempi Nord europei).

Gli stewart, ovvero personale addetto a garantire la sicurezza dei passeggeri su tutta la linea. 

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