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Mentre Roma è paralizzata dai taxi a Milano nasce il "taxi sociale"

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Per andare in ospedale a fare visite mediche urgenti, per qualsiasi emergenza o per un appuntamento dal fisioterapista, gli over 65 milanesi non dovranno più chiedere ai parenti di prendersi permessi dal lavoro o buttarsi nella giungla dei mezzi pubblici, basterà chiamare un radio taxi, farsi venire a prendere sotto casae portare dove si vuole e pagare con i buoni da 5 euro finanziati dal Comune.

E' il piano presentato ieri dall'assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli ai rappresentanti sindacali di categoria per andare incontro aglia anziani in difficoltà, malati, con un redditto basso o soli. Il riscontro dei proprietari delle auto bianche è stato positivo, la disponibilità a un servizio di questo tipo è massima e l'impegno c'è tutto.

La sperimentazione partirà con l'inizio del 2008 – che a questo punto chiameremo l'anno della svolta, dato che di novità se ne stanno lanciando parecchie – e il finanziamento per l'avvio del taxi sociale sarà di 78 mila euro.

A poterne usufruire, almeno inizialmente, saranno i "maggiori di 65 anni" con un netto mensile, tolte le spese di casa, di massimo 500 euro, a loro sono destinati i vaucher distribuiti in blocchetti da 20/25 biglietti del valore di 5 euro l'uno che si possono ritirare nei centri multiservizi della città.

L'idea nasce come alternativa ai mezzi pubblici che per gli anziani non sono una gran comodità, troppi ritardi, troppi affollamenti e generalmente la categoria più svantaggiata è il bersaglio preferito dei ladruncoli dallo scippo facile, senza considerare che per una persona malata non necessariamente ha la forza di recarsi alla fermata dell'autobus e fare un "viaggio" fino in ospedale.

L'iniziativa è valida, per ora si sono individuate le linee generali e si sono fatte promesse solo a parole, l'accordo è ancora da definire e siglare, ma la volontà da parte dell'amministrazione e da parte dei tassisti è di portare avanti il progetto. I diretti interessati, gli anziani, saranno ben contenti di avere qualcuno che si preoccupa per loro.

La preoccupazione è anche un'altra, che si diffondano carnet agevolati falsi. La cosa è bizzarra, ancora non si è partiti con la sperimentazione e già si pensa al peggio, qui ci si dovrebbe fare una domanda e darsi una risposta! I tassisti hanno qualche perplessità sulle modalità con cui questi "ticket" gli verranno rimborsati, va bene offrire un servizio sociale, ma non per beneficienza – è questo il succo del discorso! Le soluzioni tecniche sono uno dei punti su cui verterà la discussione finale prima della firma definitiva che sancirà la nascita del taxi sociale a Milano.

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