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C'era una volta la "prima" della Scala…

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Continua il braccio di ferro tra i lavoratori della Scala e il Governo alla ricerca di un accordo sul contratto integrativo.

La storia inizia alla fine di ottobre quando i sindacati di Cgil, Cisl e Uil e gli autonomi della Fials – il sindacato che riunisce buona parte degli orchestrali – proclamano lo sciopero generale, dopo che le trattative si fermano a un punto morto, mettendo a rischio proprio la rappresentazione di apertura della stagione, l'appuntamento milanese più noto al Mondo: la Prima della Scala la sera di Sant'Ambrogio.

Il problema fondamentale è il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Per mesi si sono susseguiti i tira e molla tra le richieste delle organizzazioni sindacali e il sovrintendente Stephan Lissner, che sembrava dalla parte dei "suoi" dipendenti, poi ll'improvviso la marcia indietro e il cavillo della legge Asciutti.

La legge formalmente impedisce alle fondazioni liriche di firmare nuovi contratti integrativi prima del rinnovo del contratto, rinnovo che dovrebbe avvenire nel 2008.

Ma gli orchestrali non ci stanno, perchè la stessa legge Asciutti è nata per evitare sperperi e per far sì che aumentasse il numero delle rappresentazioni proposte dai vari teatri, in modo da motivare gli aumenti. Dal 2001 al 2007 alla Scala si è passati da 164 a 273 recite, quindi si è ampiamente aumentata la produzione tanto aspicata da Asciutti. Per questo tengono duro gli orchestrali su ciò che meritano.

La questione è rimbalzata da un'autorità competente all'altra ed è finita in Parlamento, dove il vicepremier Francesco Rutelli ha lanciato un'ancora di salvataggio mandando una lettera a tutti i diretti interessati e  indicendo per il 27 novembre un tavolo per riprendere le trattative.

Oltre a tendere la mano ha richiamato tutti all'uso del buonsenso nelle decisioni, il dialogo è aperto, ma la Prima deve essere salvata.

A rimetterci, oltre al buon nome della secolare attività scaligera, ci sarebbero anche dei risolti economici e il rischio di perdere punti nella scalata Expo 2015. I sindacati hanno gradito l'apertura del Ministro ma non condividono un gran che le modalità e questo verrà ampiamente spiegato nella giusta sede.

Dalla parte dei lavoratori del Piermarini si è schierato anche Vittorio Sgarbi, secondo il quale il provvedimento di Rutelli non risolve nulla e l'agitazione è del tutto motivata. Di parere contrario – come ultimamente sempre più spesso succede – Letizia Moratti, che apprezza l'operato del vicepremier in materia.

L'unico è non sbilanciarsi sul tema spinoso del sipario alzato o calato è il grande protagonista della serata di apertura del Teatro, il grande maestro Daniel Baremboi, che continua imperturbabile le prove del suo debutto de il "Tristano e Isotta" di Wagner. 
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