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A Sant'Ambrogio negozi chiusi in Galleria, lo faranno veramente?

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Sconcertante la decisione presa dai negozi della Galleria Vittorio Emanuele. I commercianti, per protestare contro una decisione presa dal Comune,  abbasseranno tutti insieme le saracinesche il giorno di Sant'Ambrogio alle 17. La grande serata del patrono di Milano, sancita dalla celeberrima Prima della Scala, è da sempre un appuntamento fisso dell'alta società, abituata a quattro passi e un caffè tra le luci della Galleria addobbata a festa prima di recarsi a teatro.

Da sempre, ma non quest'anno.

Luci spente e picchetti di protesta, così si accoglierà tutto il mondo della cultura questo 7 dicembre. Insomma dopo le polemiche per lo sciopero della Scala che ha messo a grave rischio la serata inaugurale, nuovi problemi in vista. I commercianti manterranno le promesse?

Il motivo dello scandalo è molto semplice. I negozianti si sentono traditi da Palazzo Marino, dopo la decisione presa in Giunta di vietare il passaggio delle concessioni da un commerciante all'altro.

Praticamente nel momento in cui il proprietario del negozio decide di smettere l'attività deve restituirla al Comune il quale si annovera il diritto di scegliere chi poi potrà prendere il suo posto.

Secondo l'Unione Commercianti questa linea di comportamento non corrisponde con il libero mercato, ma tutt'al più a un regime comunista e restrittivo. La decisione della delibera comunale si traduce anche in una ipotetica perdita di circa 100 milioni di euro per gli stessi commercianti.

La contestazione parte anche da un altro presupposto. In un precedente provvedimento – 2006 -lo stesso Comune, che ora fa marcia indietro, dava il via libera alle concessioni con possibilità di cessione dell'azienda nello stesso settore. Cosa per altro possibile per gli altri commercianti in altre zone di Milano.

Oltre che passare al contrattacco per vie legali, il consiglio comprendente 20 aziende, ha deciso per lo sciopero, che dovrebbe coinvolgere ben 54 negozi.

Ma non finisce qui. L'agitazione, per mostrarsi in tutto il suo essere, prenderà forma proprio davanti al teatro del Piermarini con striscioni e manifesti per far sapere ai più che il Comune sta uccidendo i piccoli esercenti e i negozi storici. Una bella botta per Moratti e compagnia bella, che dai secoli dei secoli hanno gli occhi e gli obiettivi del mondo puntati addosso per la prima della Scala. Forse è il momento di aprirsi al dialogo, per evitare inutili figuracce.

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