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Milanesi, c'è sfiducia nelle istituzioni?

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Il Duomo è il simbolo di Milano nel mondo, è la prima cosa che uno straniero viene a visitare in città, migliaia di scatti al giorno, turisti che giocano con i piccioni e via dicendo. Milano è una città che sta vivendo un momento strano e allo stesso tempo difficile della sua storia.

Da una parte si sta pian piano trasformando in una metropoli cosmopolita e dall'altra pansa troppo ad apparire migliore agli occhi degli "altri" e pensa troppo poco ad essere migliore per i suoi cittadini.

I milanesi se ne sono accorti da un pezzo, la cronaca quotidiana è costellata di droga, emarginazione, criminalità fuori controllo, nelle ultime settimane più che mai la sicurezza è il tema che tiene banco in qualsiasi dibattito.

I problemi sociali ci sono ovunque e nessuno ha la bacchetta magica, i milanesi però si sentono abbandonati.

Dalla politica, dalle istituzioni, da tutti coloro che dovrebbero lavorare proprio per i milanesi. Non è così, si spaccia droga in ogni angolo e le autorità si vedono solo quando c'è da mettere una multa per divieto di sosta, di controllo nemmeno l'ombra.

Le case Aler vengono occupate abusivamente e mentre si aspettano i tempi infinitamente lunghi della burocrazia scoppia il caso affittopoli che lascia tutti sgomenti. Si fa tanto parlare di integrazione e multiculturalismo e poi cresce il numero degli immigrati irregolari, gli extracomuntari vengono lasciati al loro destino, spesso purtroppo nefasto e c'è bisogno di uno scandalo di poprtata nazionale per iniziare a pensare a un intervento.

Poi però nascono nuovi quartieri – Bicocca, Bovisa -, si finanziano progetti faraonici di restyling della città – Garibaldi Repubblica – si candida Milano a un evento internazionale come l'Expo e si tira fuori tutto il meglio che c'è. Allora qualcosa di buono c'è, e se c'è perchè tenerlo nel cassetto solo per le occasioni di "facciata"? Quello che ci vuole è più comunicazione, non chiacchere, ma botta e risposta. Cittadini da una parte e Comune dall'altra.

I cittadini chiedono e il Comune risponde e si adopera per loro. Non con programmi, piani, pachetti o quant'altro, ma stando vicino a chi ha bisogno, andando incontro alle esigenze della gente in modo sensato, efficiente e tempestivo, rendendo Milano più vivibile valorizzando quello che già c'è e si può sfruttare, partendo proprio dall'interno. Presenza sul territorio e per il territorio. Stare veramente dalla parte degli abitanti che hanno paura, permettergli di riprendersi la città.

Una volta, forse anche di più, l'abbiamo già detto: Milano è bella!

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