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Medico ucciso a Milano: ecco come procedono le indagini

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Si continua a indagare sulla morte di Marzio Colturani, il ginecologo 64 enne vittima di una rapina nella propria abitazione in via Comerio in pieno centro Milano, nella notte tra lunedì e martedì.

La prima svolta nelle indagini è stato il ritrovamento, ieri mattina, di parte della refurtiva che i malviventi avrebbero abbandonato in un parco a Settimo Milanese, nella periferia Sud della città.

Gli inquirenti, grazie alla segnalazione di un passante, hanno recuperato, seppur danneggiati, 8 quadri appartenenti alla collezione del medico. All'appello manca solo un ritratto antico, ma ciò che si ha in mano ora basta per iniziare subito sono stati con i rilievi tecnici, prima di mandare le tele al setaccio di un indizio nelle mani del Ris di Parma.

Probabilmente il bottino è stato lasciato nel parco perchè, dopo la morte di Colturani, sarebbe stato impossibile per gli assassini piazzare la refurtiva sul mercato.

Ora però gli investigatori hanno un appiglio, si spera in un'impronta o in un segno che tradisca i rapinatori per continuare a fondo le indagini e arrivare al colpevole di questa assurda tragedia.

Il fatto è insolito, perchè lasciarli in un parco, dove sapevano sarebbero stati rintracciati e non provare a distruggerli per far perdere difinitivamente le proprie tracce? Difficile a dirsi. E' un altro punto oscuro che si somma ad altri nodi ancora da sciogliere.

Innanzitutto, come sono entrati i ladri, la porta blindata dell'appartamento è tra le più difficili da scassinare e le chiavi dei propietari di casa erano inserite nella toppa. Come hanno avuto, se l'hanno avuto, una copia di quelle stesse chiavi? E quli strumenti potrebbero aver utilizzato per aprire la porta senza forzarla? Questo è il vero mistero. 

Il figlio Matteo ha anche una sua personale visione della vicenda, il padre potrebbe essere stato ucciso perchè ha visto in faccia i suoi aguzzini.

Lottando contro di loro per difendersi li avrebbe scoperti. Quindi per il ragazzo sarebbe omicidio volontario, perchè inizialmente avevano detto di voler solo le cose di valore senza intenzione di fare male a nessuno. Queste dichiarazioni sono importanti per la ricostruzione dei fatti e non solo. 

I carabinieri milanesi e il pm Bruna Albertini assicurano che ancora nessuno è iscritto nel registro degli indagati, ma intanto hanno interrogato di nuovo la colf della famiglia, la 22 enne moldava Tatiana, nella speranza di nuovi elementi, magari nel suo giro di amicizie è possibile trovare uno spunto per far luce sulla vicenda, con lei è stata anche ascoltata la testimonianza della mamma della giovane straniera, ma sempre e solo come testimone e nulla più.

Oggi, nel giorno dei funerali di Marzio Colturani nella chiesa di Sant'Ambrogio a Milano, la parola sicurezza acquisisce un significato diverso. Se ne sente la mancanza e tanto e per rassicurare i cittadini non bastano le belle parole. Disgrazie come questa non devono succedere, essere violati della vita nella propria casa è una cosa che fa veramente paura. Trovare gli assassini, forse in parte, consolerà i familiari della vittima, ma non farà dimenticare a tutti che questo non deve più succedere.

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