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Liberi quattro ultrà fermati ieri tra Milano e Bergamo, processo per direttissima per gli altri sei

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Mentre continua la caccia alle streghe tra i tifosi che hanno creato scompiglio domenica dopo la morte di Gabriele Sandri, nelle aule dei tribunali si decide il da farsi sui giovani già fermati, proprio nel giorno dei funerali del tifoso laziale morto tragicamente colpito da un colpo di pistola.

Oggi il pm di Milano Sergio Spadaro ha disposto per quattro ultrà, due fermati a bergamo e due Milano, il rilascio e la caduta delle accuse di travisamento. In pratica si sarebbero coperti il volto per non essere riconosciuti durante il corteo che ha messo a ferro e fuoco Milano domenica scorsa.

Niente processo per loro, quindi, e libertà immediata.  

I primi due scarcerati, erano stati fermati a Milano, dopo essere stati riconosciuti dai filmati registrati davanti allo stadio di Bergamo, gli altri due, invece, pur avendo sfilato durante il corteo sono stati rilasciati perchè non precedentemente diffidati.

Non altrettanto bene è andata ad altri sei tifosi, per i quali questa mattina è scattato il processo per direttissima. Arrestati in flagranza differita, dopo la dura contestazione per l'uccisione di Gabriele, gli imputati sono accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale e violazione del D.A.Spo.

Il Daspo – acronimo di divieto di accedere alle manifestazioni sportive – è un provvedimento introdotto dal 1989 proprio per contrastare il fenomeno sempre crescente della violenza negli stadi.

Fenomeno che sta dividendo opinione pubblica, politica, che sta fomentando caratteri violenti, dandogli il pretesto per esternare la propria rabbia contro le autorità.

Forse in un giorno luttuoso, oggi a Roma si sono svolti i funerali di Gabriele alla presenza di centinaia e centinaia di giovani, amici e non, le polemiche è bene lasciarle da parte, ma la giustizia deve fare continuare il suo corso, sia facendo luce sul quel colpo sparato da un poliziotto, sia fermando la violenza gratuita negli stadi.

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