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Disoccupati "over 45", arriva il piano della Provincia

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Quarantacinque anni, una famiglia da mantenere, i figli a scuola. L’azienda in crisi, arriva il licenziamento, ma le rate dell’auto o del mutuo non lasciano scampo.

No, non è la sceneggiatura di un nuovo film drammatico sul tema della precarietà nel mondo del lavoro anche per chi non è più giovanissimo, si tratta semplicemente di una situazione in cui, dati ISTAT alla mano, si trova coinvolto quasi un disoccupato su tre nella provincia di Milano.

Superata la soglia fatidica degli "anta", è difficile rimettersi nel mercato del lavoro: la scarsa dimestichezza con i colloqui in stile new economy, il fatto di doversi accontentare di contratti che non garantiscono futuro. In fondo, per la pensione si è ancora troppo giovani, ma per essere assunti si è troppo vecchi.

I numeri parlano di circa 21.000 persone su un totale di poco più di 72.000 disoccupati in tutta la provincia: a loro si rivolge il piano di reintegro su base biennale approvato dalla Provincia di Milano.

Siccome uno dei grandi problemi in generale del mondo del lavoro, e in particolare di chi si deve ributtare sul mercato in età avanzata è quello di creare il contatto tra le varie componenti potenzialmente interessate, ecco le due linee di intervento previste dal piano, che coinvolgono direttamente i lavoratori, le piccole e medie imprese e i Centri per l’impiego che si occupano di orientamento e formazione.

Primo problema: quale azienda assumerebbe a tempo indeterminato un lavoratore su cui, vista l’età, è difficile investire in termini di formazione, flessibilità e programmi a lungo termine? Poche, per non dire nessuna.

Dunque per tentare di scalfire questa tendenza, le imprese potranno usufruire di un incentivo per l’assunzione che varia da un minimo di 2100 euro ad un massimo di 4000 euro, stabilito sulla base dell’età e del sesso della persona assunta.

Secondo problema: dovendo tentare di “rivendersi”, per un lavoratore è più che mai importante ampliare il raggio della propria professionalità. A questo si rivolge la seconda parte del finanziamento pensato dalla Provincia: una quota di oltre 6 milioni e 500 mila euro, servirà a costituire una dote di servizi di orientamento, formazione e di outplacement per i disoccupati.

Ogni lavoratore avrà infatti a disposizione 2 mila e 500 euro da spendere in orientamento, formazione, tirocini in azienda sia presso i Centri per l’Impiego, sia presso le altre strutture autorizzate o accreditate per i servizi al lavoro.

Sarebbe troppo ingenuo pensare di risolvere alla radice un problema così ampio come quello della disoccupazione in età avanzata solo ed esclusivamente sistemando, in due anni, un decimo delle persone che si trovano a vivere questa situazione.

Da qualche parte, però, si dovrà pur cominciare…

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