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Baby gang: giovani violenti aggrediscono e rapinano minorenni in pieno centro

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Torna l'allarme baby gang. Torna la paura tra i giovanissimi vittime dei bulli.

Vengono fermati in mezzo alla strada dal branco e rapinati di tutto: soldi, cellullare, occhiali da sole all'ultimo grido e, se non cedi, cominciano le botte.

Sono ragazzi benestanti: ottime famiglie, ottime scuole, eppure completamente fuori controllo; più hanno e più pretendono, vige tra di loro la legge del "se voglio una cosa me la prendo, costi quel costi".

Anche se il prezzo è spaccare la faccia a un minorenno indifeso.

Perchè lo fanno se non sono i soldi il loro problema? Per uno stupidissimo motivo: dimostrare che sono più forti, essere riconosciuti, temuti e rispettati dai coetani. 

Tutto questo non accade nella periferia disadattata e dimenticata ai margini della società, succede alle Colonne di San Lorenzo, in corso di Porta Ticinese, in via Torino, in corso Como. In pieno centro città e non solo di sera, accade anche di pomeriggio, sotto gli occhi dei passanti.

Tutti sanno e nessuno dice o fa nulla.

Le denunce di questo tipo sono poche, molte meno delle effettive aggressioni. I ragazzi hanno paura a parlare, sanno bene che i loro aguzzini rimarranno, nella maggior parte dei casi, impuniti, con il rischio che se si scopre chi ha fatto la spia la vendetta possa essere ancora più violenta. L'omertà non esiste solo per la criminalità organizzata internazionale, c'è anche tra i banchi di scuola, nei punti di ritrovo dei liceali.

Se in piccolo la situazione è questa è facile immaginare perchè poi a grandi livelli sia ancora peggio.

Di violenza stiamo parlando, di bande armate, di ragazzi cattivi, che sanno quello che stanno facendo e si divertono in modo perverso a fare del male gratuitamente al più debole. Ecco cosa fa veramente paura, la prevaricazione, il non sapere cosa scatta nella testa di un diciasettenne che decide coscientemente di picchiare a sangue un coetaneo per poi andare a scuola e rivendere un telefonino come pegno della sua forza, vantandosi con gli amici del bottino.

Manca l'educazione? Forse, ma spesso i genitori nemmeno se ne accorgono di avere dei figli usciti direttamente da "Arancia meccanica", magari a casa quegli stessi figli sono anche tranquilli e silenziosi, si trasformano quando scendono per la strada, credono di fare i "grandi" perchè bevono e fumano, ma non sanno che si stanno solo rovinando la vita. Che si pentiranno delle stupidaggini fatte, che qualcuno un bel giorno darà a loro una lezione e allora capiranno cosa significa essere più debole.

Non è intelligente, però, lasciare che si arrivi a questo punto, anche perchè farsi giustizia da soli sarebbe ancora più stupido. Qui devono intervenire le autorità, insieme alle scuole, convincendo le vittime a denunciare i carnefici e convincere i carnefici che fare lo studente modello, anche se apparentemente noisoso è meglio e più appagante che passare svariati mesi al riformatorio.

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