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Smog alle stelle, e il Ministero dei trasporti boccia l'Ecopass

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Ennesimo capitolo Ecopass. Si torna a parlarne con toni infuocati dopo il centoventiseiesmo giorno di superamento della soglia di allarme polveri sottili. Non ci siamo per niente, le condizioni climatiche non favorisco la diminuzione di Pm10, gli interventi del blocco delle auto inquinanti, in vigore dal 15 ottobre, men che meno.

Le prospettive non promettono niente di buono, l'idea della pollution charge vacilla e non convince quasi nessuno. E' più un piano politico che non un deciso intervento anti inquinamento. Le parole degli esperti, questa volta non tecnici, ma medici, fanno preoccupare ancora di più, perchè la salute dei cittadini è veramente a rischio. Questa esposizione continua alle polveri tossiche favorisce l'acutizzarsi di allergie e bronchiti. Che fare ora?

Rimettersi seduti intorno a un tavolo e trovare una soluzione.

Sarebbe bello che venissero ascoltati più pareri, che si vagliassero più proposte, interessante è l'idea di Sergio Harari, pneumologo, secondo cui si dovrebbe istituire una commissione formata da ospedali, Arpa, agenzia della mobilità, Asl e altre instituzioni coinvolte nello studio del problema.

Abbiamo capito che il blocco della auto da solo non basta. L'ha capito perfino il ministero dei Trasporti, che ha iniziato con il bocciare l'idea degli abbonamenti e messo in chiaro che se si fa una proposta bisogna portarla avanti con coerenza.

Il dubbio che il ticket fosse più una tassa per riempire le casse comunali, che un'intervento di disincentivazione del traffico era da tempo nell'aria. Ora che l'allarme veleni è altissimo si è tirato fuori dai denti, tanto che la Corte dei Conti continua a indagare e l'Osservatorio di Milano ha fatto ricorso al Tar per evitare che vengano sprecato il denaro pubblico in un progetto assolutamente inefficace.

Siamo allora al punto di partenza.

L'aria è inquinata ai massimi storici, quasi, le auto circolano, le caldaie sono accese, le persone respirano polveri sottili ogni secondo che passano per strada e non. Non facciamoci prendere dal panico. La situazione è grave, le istituzioni devono mettersi in testa di intervenire in modo serio sulla questione, senza stare a pensare, come sempre, a scontri interni o altro, le associazioni devono pressare in continuazione per migliorare il dibattito politico e sensibilizzare l'opinione pubblica però, a questo punto anche i cittadini stessi dovrebbero mettersi a fare qualcosa nel loro piccolo.

E' vero, le macchine non sono l'unico fattore inquinante e nemmeno il peggiore dei mali, però è quello più immediato su cui poter intervenire singolarmente. Autodisincentivatevi se possibile, perchè sappiamo bene che se stiamo ad aspettare una legge, primo non accontenterà mai nessuno e secondo ce n'è da aspettare ancora. Infatti la telenovela Ecopass da qui al primo gennaio sarà in programma praticamente tutti i giorni.

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