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Ripartiranno con il nuovo anno i cantieri infiniti di Piazza Meda e XXV Aprile

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Una buona notizia o forse una semplice consolazione dopo tante polemiche. Piazza Meda e Piazza XXV Aprile non resteranno in balia di scavi archeologici per tutta la vita. Comune e Soprintendenza hanno trovato un'intesa che dovrebbe essere operativa con l'inizio del 2008.

A fine gennaio le indagini archeologiche saranno ultimate e si potrà ripartire a pieno ritmo con i lavori per i parcheggi sotterranei o qualsiasi altra cosa sorgerà in quei buchi.

Perchè consolazione? Perchè questo è solo un sassolino messo lì nel tentativo di coprire una voragine. Innanzittuo c'è già l'eccezione che il cantiere potrebbe di nuovo fermarsi in caso di ritrovamenti di portata eccezionale e poi hai danni provocati fin ora non è stata comunque prestata la minimaattenzione.

Noi abbiamo conosciuto da vicino alcuni dei protagonisti che da un paio d'anni convivono con una situazione al limite del surreale. Persone a cui nessuno ha mai dato, non delle certezze su ciò che sarebbe successo, ma nemmeno delle risposte. Cittadini che vivono e lavorano a Milano e che sono stati letteralmente ignorati e lasciati in mezzo a mille problemi, soprattutto economici, per dei lavori voluti da non si sa bene chi e per chi, dato che stanno scontentando tutti.

Anche chi ha originariamente investito nel progetto e che ci sta rimettendo parecchi soldi a causa di ritardi nei lavori. Non serve essere un esperto per sapere che con uno studio iniziale non lasciato al caso potavano tranquillamente essere evitati. Senza voler essere ripetitivi nessuno si è stupito di trovare reperti storici nel sottosuolo di una città costruita sopra a qualcosa che già esisteva.

Tornando a quello che è il problema originale, ora ci sono dei tempi più o meno certi sulla fine dei lavori, ma questa non può essere l'unica cosa che le istituzioni hanno da dire ai commercianti strozzati da scavi e ruspe.

Loro hanno bisogno di sentirsi dire anche altro, ovvero che non saranno abbandonati di nuovo fino al duemila e qualcosa. Si costituisca quello tavolo di lavoro per permettere a queste persone di non dichiarare fallimento, di andare avanti in modo dignitoso con un'attività in cui hanno investito i risparmi di una vita. Perchè devono sempre essere i piccoli commercianti a rimetterci? Perchè si è arrivati al punto di pensarci dopo alle conseguenze.

Era piuttosto logico che rivoltare una piazza come un calzino avrebbe provocato dei disagi e anche se l'intervento fosse stato necessario, e qui si potrebbe aprire la parentesi dubbio, le variabili coinvolte vanno tutte analizzate, non solo quelle che fanno più comodo. 

Per ora accontentiamoci del fatto che da febbraio ripartono i lavori e speriamo che i tempi questa volta siano rispettati.

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