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La Regione, preoccupanti tagli alla sanità per il 2008

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Problemi di salute negli ospedali di Milano e Lombardia. Questa volta, però, a soffrire di acciacchi vari non sono i pazienti bensì i medici. Ieri la Giunta ha approvato il documento che contiene le linee programmatiche per il 2008 della sanità lombarda.

A fare scalpore è stata la norma secondo cui per il nuovo anno è prevista una sola assunzione ogni due pensionamenti.

La questione non passerà certo inosservata all'incontro di domani tra il Governatore Formigoni e i rappresentanti sindacali, già sul piede di guerra per le assunzioni e i turni massacranti degli infermieri.

Il rischio di un taglio netto del 50% nell'organico è, ovviamente, che a rimetterci sia alla fine solo la qualità del servizio.

Qualità, quella lombarda, tra le più alte e apprezzate d'Italia. La garanzia di una giusta assistenza ai malati è in bilico e verso una via di non ritorno. Se si inizia a mettere dei paletti ora difficilmente si tornerà indietro. Non mancano le eccezioni al regolamento, che comunque non bastano a tenere sotto controllo la situazione. Restano garantite le assunzioni dei precari previste dai precendenti accordi sindacali e non si tocca la pausa di 11 ore tra un turno di lavoro e l'altro – cavillo che ha fatto scattare le polemiche sull'urgenza di nuovo organico.

Insomma contraddizioni da tutte le parti. Secondo il direttore generale della Sanità, Carlo Lucchina, non si intaccherà minimamente la qualità del servizio e si farà una doverosa verifica degli organici. Ma non c'è nemmeno bisogno di una verifica per sapere che il personale medico è quantitativamente carente, motivo per cui si è rischiato lo sciopero e la frattura con le istituzioni. Come si può pensare di dimezzare i lavoratori senza andare ad influire sul rendimento? Fossero anche solo gli amministrativi a subire diminuzioni, questo per esempio provocherebbe code e attese infinite agli sportelli.

Che è comunque sinonimo di disagio, che è comunque un deficit per i cittadini, che va comunque a peggiorare la qualità di un servizio. 

Proprio qualche settimana fa avevamo parlato della necessità di nuove assunzioni in campo sanitario e di un piano che si stava costituendo proprio per far fronte a questa esigenza. E poi al momento dell'approvazione il Pirellone ritratta imponendo dei tagli così significativi e con queste parole:

per la stesura del piano assunzioni 2008 le aziende ospedaliere sono tenute in via prioritaria a programmare le assunzioni a tempo indeterminato e determinato nel limite del 50% delle cessazioni del personale a tempo indeterminato nel corso del 2007.

Uno smacco per un servizio pubblico, ancor più grave se si pensa che stiamo parlando di sanità (e sulla stessa linea sta viaggiando anche la Finanziaria a livello nazionale in materia), di un bene primario per ogni cittadino, che ha diritto alle migliori cure della Stato.

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