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Oggi la firma per la tangenziale esterna da Melegnano ad Agrate. Ma i Verdi non ci stanno

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Regione Lombardia, Provincia di Milano e 58 Comuni dell'hinterland sono pronti per firmare oggi pomeriggio alla presenza del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, l'accordo sulla Tem. La tangenziale esterna a Milano che collegherà Melegnano ad Agrate, per una lunghezza complessiva di trentatre chilometri.

Lunga e tortuosa è stata la strada per arrivare al via libera della bretella, che si porta dietro gli scontri fino all'ultimo minuto. Legambianete e Verdi, infatti, saranno fuori dal Pirellone per un presidio di protesta.

Per mettere insieme il progetto i lavori si sono protratti ben 15 mesi, in cui si è pensato a tutto. Impatto ambientale, potenziamento della mobilità, prolungamento delle linee 2 e 3 della metropolitana fino ad alcuni imbocchi della nuova tangenziale e piste ciclabili.

L'intervento, costato quasi 2 miliardi di euro, continua a non convincere tutti. Scettici i sindaci – Vizzolo Predassibi e Pessano continuano a votare contro – assolutamente sul piede di guerra la sinistra radicale.

Tem, Brebemi e Pedemontana sono motivo di scontro da che se n'è iniziato a parlare, creando una vera e propria spaccatura politica interna. L'accusa è quella che non saranno ulteriori chilometri di asfalto a risolvere il problema del traffico, che anzi continuerà ad intensificarsi e creare ingorghi all'ingresso delle grandi città, disagi ai piccoli comuni, per non parlare del caos totale durante il periodo dei lavori – che partiranno entro il 2010.

Penati dal canto suo non ne vuole più sapere delle polemiche e dei dissidenti che non riescono ad avere una linea comune nemmeno tra di loro, soprattutto a fronte di una maggioranza che ha provato ad andare incontro alle esigenze di tutti, migliorando i tracciati del progetto e trovando sempre più consensi. Fatto sta che la firma è ormai vicina e indietro non si torna. Non sarà un picchetto davanti alla regione a fermare ciò che ormai è già stato scritto.

L'unica cosa da augurarsi è che i lavori vengano conclusi nei tempi preventivati, senza ulteriori sprechi economici – come spesso succede in Italia – e congiuntamente ad interventi che garantiscano la mobilità sostenibile. per il resto delle polemiche siamo stufi tutti.
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