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Atm, dossier sulla sicurezza: ecco le linee a rischio

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La questione sicurezza è all'ordine del giorno su tutti i fronti. Oggi anche Atm ha messo a nudo i propri dati in merito a crimini su tram e bus. La situazione è grave, ma dall'azienda assicurano che è eccessivo parlare di allarme. I numeri delle violenze e le linee a rischio, dall'inizio dell'anno a luglio, sono riportate sul Corriere.

La tabella indica un chiaro aumento delle aggressioni – ai danni di controllori, conducenti e passeggeri – sulle linee di superficie 90/91,95,3,14,92,9,12,24,56,57,4,15,2,93,33,60,49, i tragitti più a rischio sono Chiaravalle-corso Lodi, piazzale Loreto-piazza Costantino, via Novara Bonola, Gabbro-Maciachini, Oroboni-Maciachini.

Centoventi in tutto gli atti di teppismo che sono destinati ad aumentare, fino presumibilmente a superare l'anno nero che fu il 2004, con 208 aggressioni.

Non meglio i dati che riguardano gli atti vandalici, a quota 98 nei primi sette mesi dell'anno, trend anche questo tra i più negativi in assoluto.

Graffiti, lancio di oggetti e danni alle vetture sono prassi quotidina al capolinea del 3,14,15,27 e 79. Portafogli sempre sotto controllo quando si prende la 60, linea del borseggio prediletta, 54 e le solite 90/91/92 da Romolo a Lotto,70, 73 e 95.

Anche gli spacciatori sono passeggeri habituè dei mezzi pubblici e le linee dove sono stati denunaciati più traffici di stupefacenti sono 82,81,9,60,42,727,723,724 e 2.

Insomma tutta la rete di trasporto urbana ha i suoi bei problemi. E noi che ci preoccupavamo dei ritardi, della necessità di potenziamento, delle corsie preferenziali. I controlli? Atm rassicura i suoi passeggeri: c'è alle spalle dell'azienda un lavoro di prevenzione e costante collaborazione con le forze dell'ordine.

Inoltre ben 20 milioni di euro sono stati investiti per aumentare gli adetti ai controlli e rafforzare quindi la sicurezza. Niente allarmismi dunque, ma dal sindacato rumoreggiano. Non solo, giustamente, i passeggeri vanno tutelati, ma anche i dipendenti. Si chiedono interventi immediati altrimenti lo sciopero è dietro l'angolo, prima richiesta: una centrale che si occupi di coordinare la sicurezza sull'insieme dei mezzi.

Non parlare di emergenza forse è un pò riduttivo e chi se ne dovrebbe occupare prende sotto gamba il problema.

Se il 2007 rischia di passare agli onori della cronaca come il più pericoloso degli ultimi 5 anni almeno sarebbe ora di darsi una mossa. Anche perchè i dati parlano chiaro, le tratte maggiormente colpite sono quelle che si spostano verso le periferie, storicamente abbandonate a se stesse, ma dove oggettivamente ci vivono più persone e dove comunque ci si ostina a fare meno controlli. 

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