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Rimandato il piano sicurezza del Governo, ma la criminalità aumenta: in Centrale tentato stupro alle 7 del mattino

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Ennesimo caso di violenza e criminalità. Ieri alle sette del mattino in Stazione Centrale. Quella stessa stazione tirata a lucido e sgomberata da bivacconi per i 10 minuti necessari alla visita degli ispettori dell'Expo e poi tornata subito teatro di spiacevoli eventi.

Protagonista dell'aggressione una ragazzina.

Quattordici anni e vittima della violenza di un maniaco. Inconcepibile. Lei andava solo a scuola come ogni giorno e proprio a scuola ci è arrivata in lacrime per raccontare tutto alla compagna di banco e poi alla preside, che ha chiamato il 112.

Si è salvata da un trauma ben peggiore (anche se la violenza di essere sbattuta contro un muro è di per sè indelebile) grazie all'intervento di un pensionato, che è intervenuto armato di ombrello permettendole di scappare.

Unica nota di sollievo in questa terribile vicenda è che l'aggressore è stato ripreso dalle telecamere e con l'identificazione della giovane molto probabilmente verrà trovato e punito. 

Speriamo. Intanto il problema sicurezza torna in primo piano. Ci si continua a girare intorno senza mai trovare una soluzione però. Il pacchetto che dovrebbe essere approvato in Parlamento continua a slittare a causa della contrarietà interna tra ministri. Durissime le parole di critica del Presidente della Provincia Filippo Penati "una democrazia che non decide è una democrazia che non serve!", parole anche più forti se si pensa che a pronunciarle è un uomo che appartiene al centrosinistra.

Le polemiche non si fanno mancare da nessuna parte. Soprattutto da parte dei sindaci. Sono loro che hanno buttato l'amo di una necessità concreta per un piano sicurezza, loro, che nel bene o nel male dell'amministrazione, ai cittadini sono più vicini perchè eletti direttamenti dal popolo e nel territorio ci vivono e conoscono i bisogni, o in questo caso i pericoli, da eliminare per rendere la città più vivibile.

Eppure i primi cittadini non hanno voce in capitolo, non possono intervenire su una decisione che va presa a livello nazionale.

Si devono accontentare delle poche risorse a disposizione e delle promesse, ancora una volta non mantenute. Dove sono i 270 rinforzi alle forze dell'ordine milanese previste nel patto per la sicurezza firmato lo scorso 18 maggio? Siamo al 25 ottobre, le denuncie per violenze sessuali crescono, gli scippi non ne parliamo e le rapine sono all'ordine del giorno. E il Governo in tutto questo cosa fa? Rimanda l'approvazione del decreto Amato.

Sembra proprio il caso, invece di dare risposte pensarci ancora un pò su. Per poi magari arrivare a una conclusione che non accontenterà nessuno.

Intanto, le città sono a rischio e gli agenti che si prodigano per tenerla il più al sicuro possibile devono fare i salti mortali, oltre a rischiare comunque e dovunque la vita, senza la minima riconoscenza o un minimo aiuto in più. Quante storie di violenza a una ragazzina di appena quattordici anni dobbiamo ancora sentire prima che ci si decida a fare le cose bene e velocemente. Perchè quella ragazzina, non ha tempo di aspettare che i ministri ferrero, Mussi, Pecoraro Scanio e Bonino si mettano d'accordo tra loro. Lei l'abuso l'ha già subito.

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