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Raid contro la moschea di Abbiategrasso: terzo attentato da luglio

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Gravissimo episodio di intolleranza e xenofobia. Anzi terzo gravissimo episodio. Sempre ai danni della stassa moschea, quella di Abbiategrasso, alle porte di Milano.

Ancor più grave se si pensa che il gesto, due molotov lanciate contro il luogo di culto, è avvenuto in pieno giorno.

Poco dopo mezzogiorno.

Avrebbe potuto causare danni bel più gravi che un grosso spavento e l'allarme per una situazione da non sottovalutare. Perchè anche se siamo ben lontani dal terrorismo organizzato, atti stupidi di vandalismo gratuito vanno fermati.

Ne sono convinti i carabinieri di Abbiategrasso, che indagano sulla vicenda e sono sulle tracce di un uomo con giacca scura e motorino bordeuax, così come sindaco (che al momento dell'esplosione si trovava in Provincia a parlare proprio del patto sicurezza) e vicesindaco, uno Forza Italia e l'altro Lega Nord, che sottolineano la solidarietà nei confronti del centro islamico Alif Baa, col quale non intendono per nessuna ragione smettere il lavoro comune di integrazione e dialogo della comunità.

Comunità di per sè già piuttosto integrata dato che ne fanno parti persone in Italia da diversi anni, almeno una decina, regolari a tutti gli effetti, lavoratori e che con i loro incontri non nuociono a nessuno e che anzi partecipano attivamente alle commissioni in consiglio comunale sui problemi dell'immigrazione.

Sgomento anche il presidente del centro – che conta 600 fedeli provenienti da tredici nazioni – che non riesce a darsi una spiegazione del perchè i loro incontri ad un certo punto siano divenatati un problema per qualcuno, tanto da diventare il centro di attacchi violenti.

Molto probabilmente è solo l'atto dimostrativo di un esaltato, ipotesi avanzata anche dal pm Maurizio Romanelli del pool antiterrorismo della procura di Milano. La mancanza di rivendicazioni ne è la prova.

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