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Cantieri infiniti, dopo piazza XXV aprile ci spostiamo in via Leoncavallo: i video e le interviste

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Non si placa l'ira dei commercianti milanesi costretti al collasso a causa dei cantieri che bloccano la loro attività. Ce ne stiamo occupando con diversi speciali di Milano 2.0, andando direttamente sui luoghi incriminati per aiutare i cittadini che rischiano di perdere la propria attività per colpa di questi cantieri infiniti.

Dopo il caso di piazza XXV Aprile, siamo tornati anche da altri cittadini che si erano lamentati in passato, senza ricevere ascolto, come il caso di via Leoncavallo, dove la situazione non accenna a smuoversi, come ci racconta Monica Milzani in questa intervista.

La zona cambia, ma la storia si ripete. Lavori in corso infiniti, risposte nessuna, aiuti dal Comune men che meno. Tutto è lasciato al caso, forse nella speranza che alla fine, chi deve conviverci quotianamente con i danni e i rumori causati da ruspe e quant'altro, decida di arrendersi e la smetta di lamentarsi.

A due passi da Mondobio c'è anche l'attività della signora Milena, che insieme al marito ha un negozio di importazione all'ingrosso e al dettaglio di tappeti persiani e orientali. Anche loro schiacciti da una voragine davanti alla vetrina

Alla fine di questi lavori, dove prima c'era un ampio parcheggio gratuito, sorgeranno dei box sotterranei per privati. I quali privati sono anch'essi incattiviti, avendo ormai già pagato la quota di acquisto, che sicuramente subirà un rialzo dovuto al prolungamento dell'opera.

Insomma l'insoddisfazione dilaga a 360°. I residenti della zona? Non ne parliamo.

Grazie alla recinzione che isola una grande fetta di strada, il cantiere è diventato il covo prediletto di spacciatori e criminali, tutti lo sanno, tutti ne parlano, ma di polizia non se ne vede nemmeno l'ombra, i controlli non esistono. Sembra diventato il quartiere fantasma. Nemmeno l'Amsa passa più per la pulizia di quel misero tratto di strada rimasto percorribile.

E' stato necessario un richiamo, una "minaccia" per far si che si degnassero, dopo mesi, di mandare una squadra per una passatina.

Insomma, quando crediamo di aver toccato il fondo, scopriamo che c'è ancora qualcosa da raschiare. E non finisce qui, perchè di situazioni analoghe Milano è piena. 

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