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Blogosfere in visita al camper del Corriere della Sera: riflessioni e videointervista a Paolo Baldini

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Sapete bene che noi di Milano 2.0 amiamo "testare con mano". Dopo aver parlato dell'iniziativa del Corriere della Sera, che ha deciso di fare un tour per Milano con un mega camper per poter parlare con i cittadini, oggi siamo andati a trovarli in piazza Gramsci, dove si sono posizionati per la quarta "tappa del giro".

Avevamo definito l'iniziativa interessante, un vagito 2.0 che ci aveva colpito; ribadiamo il concetto spingendoci un po' oltre. Questo exploit di giornalismo partecipativo del Corriere delle Sera ci sembra una scelta obbligata dai tempi, anche perchè il Corriere.it, seppur in veste rinnovata, non offre realmente un servizio in questo senso: diciamo che il web 2.0 è ancora un po' lontano dalla loro idea di giornalismo online. Non bastano i commenti per far parte della nuova era del web.

Però ci stanno provando, e il "giornalismo da marciapiede" è un importante passo in quel senso. Nel gazebo posto accanto al camper abbiamo visto un numero discreto di persone che parlavano con giornalisti e fotografi; una signora aveva addirittura portato un foglio scirtto a mano con cinque punti per cambiare il quartiere nel quale vive. Insomma, i cittadini sembrano voler partecipare attivamente.

Per il Corriere è un passo avanti in direzione del lettore, per noi una conferma che il contatto diretto con il lettore e con il cittadino, che noi sperimentiamo quotidianamente, è la giusta via da seguire. 

Abbiamo parlato con Paolo Baldini, giornalista del Corriere, che ci ha illustrato a grandi linee il progetto, convinto della buona riuscita dell'esperimento.

Qui sotto potete vedere ed ascoltare l'intervista.

Ci credono veramente i giornalisti in questo progetto? Ci è sembrato di sì, anche se forse non sono più abituati a scendere in strada e a vivere i problemi dei cittadini, da quelli più banali ai più gravi.

Potrebbe sembrare un bagno d'umiltà per chi è abituato a vedere le cose dall'alto o a sgraffignare notizie dalle agenzie – ne conosciamo tanti di giornalisti così – in realtà ci sembra più un ritorno alla vera natura del giornalista che scrive della – e per la – propria città.

Ci auguriamo che dopo questa bella iniziativa si possa anche pensare ad un perenne contatto con i lettori, magari prendendo questa benedetta strada del vero giornalismo partecipativo online, che permetterebbe un costante contatto con i lettori anche da parte di uno dei più importanti quotidiani italiani. 

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