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Toscani e l'anoressia, siamo andati a chiedere un parere ai milanesi: ecco il video

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Cartelloni pubblicitari di tre metri per sei sovrastano Milano con un'immagine che lascia di stucco. Una ragazza scheletrica, con il viso quasi impaurito e completamente nuda.

Lei è malata e dice no all'anoressia. Lo dice anche Oliviero Toscani, mente e atefice della nuova campagna shock che fa discutere.

Si ma chi fa discutere? Siamo stati tutta la mattina sotto uno di quei cartelloni, proprio nel giorno in cui l'assessore Giovanni Terzi ha chiesto che la pubblicità sia ritirata e il sindaco ha dato la sua approvazione. Sembra che gli unici a capire la necessità, a volte, di colpire dritto ai mali della società siano le persone. Due cose ci hanno lasciati perplessi.

Innanzitutto, di questa fantomatica fotografia scandalo se n'è più parlato che altro, infatti la maggior parte dei passanti ha detto: sì, ne ho sentito parlare…sì, ho letto…ma non mi è ancora capitato di vederla.

Allora forse non è stata poi così invasiva nella vita di tutti i giorni, se tutti sanno ma nessuno ha visto. Forse tutte le polemiche che ci sono girate intorno sono, come troppo spesso accade, frutto dei media e della loro capacità di trasportare l'opinione pubblica.
Insomma tutto fumo e niente arrosto? Sì, considerando che la seconda constatazione è stata la corale approvazione di pubblico per il lavoro di Toscani. A tutti piace e non solo.

Tutti sono convinti che se per smuovere le acque c'è bisogno di vedere il male in faccia, allora ben venga farlo vedere. Come per dire che è inutile nascondere la testa sotto la sabbia. Non c'è stata nessuna smorfia di orrore, nessuna sensibilità ferità, nessun polverone sull'eccesso di quella che in fondo, è una semplice realtà.
Se una ragazza che pesa trenta chili si è prestata ad una tale provocazione (se così si può chiamarla), che senso ha stare a discutere se una fotografia è eccessiva o meno? Questo non dovrebbe essere l'ennesimo processo alle intenzioni di un artista, qui non ha importanza che Oliviero Toscani sia più incline allo scandalo che all'arte, non ci interessa se a qualcuno piace e a qualcun'altro no.

Televisione, pubblicità, riviste, moda propongono un modello di donna, che non è sicuramente paragonabile a quello della campagna di No.Li.Ta, ma quello che si perde di vista è che il voler assomigliare a tutti i costi a un modello di magrezza imposto può portare all'anoressia senza volerlo, senza accorgersene. Ed è su quello che bisogna intervenire, ed è li che inizia la prevenzione.

Perchè proprio le autorità si rifiutano di dare un segnale forte per un cambiamento radicale.

Basta parole, basta polemiche inutili, basta cercare di tamponare gli argini. Bisogna fare!

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