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Precari in catene a Palazzo Marino lunedì prossimo

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Ci scrivono i precari milanesi.

Un tempo gli schiavi erano in catene, costretti a lavorare, oggi noi precari, nuovi schiavi del terzo millennio useremo le catene per incatenarci ed incatenare la precarietà.

Non possiamo vivere di speranze e/o di illusioni.

Vogliamo essere protagonisti,vogliamo dopo anni di precariato e continue prove selettive, IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO. Vogliamo liberarci dalle catene della precarietà,che ci rendono precari nella vita, per questo incateneremo simbolicamente Palazzo Marino, sede della precarietà a Milano, lunedi 14 maggio a partire dalle ore 17.

Riportiamo anche le loro motivazioni, restando ovviamente a disposizione per eventuali repliche.

Nel Comune di Milano ci sono 1200 precari e precarie a tempo determinato, più altre centinaia di lavoratori somministrati, collaboratori coordinati, stagisti e lavoratori di cooperative.

Cari giornalisti, cari cittadini, sono precarie quelle persone che vi trovate davanti rivolgendovi a qualunque sportello del Comune; sono precarie le educatrici degli asili nido e delle scuole materne, e l’elenco potrebbe continuare.

Non siamo dei fannulloni, siamo noi che rispondiamo alle vostre esigenze, in noi, non nel dirigente, nel funzionario, trovate una risoluzione dei vostri problemi. Siamo noi che portiamo onore e gloria agli assessori, i quali non conoscono e mai conosceranno i nostri nomi, le nostre ansie per le continue scadenze contrattuali.

La nostra professionalità non viene riconosciuta, non abbiamo diritto a permessi studio, per concorsi, per visite mediche, non abbiamo una rappresentanza sindacale.

Viviamo il presente con incertezze e guardiamo al futuro con timore, i nostri contratti sono sempre in scadenza.

Ci troviamo a lottare non per l’assunzione a tempo indeterminato, ma per la difesa del posto di lavoro precario, come se si volesse stabilizzare la precarietà, e non chi è precario.

Chiediamo di lavorare con certezza, quindi con un contratto a tempo indeterminato, per non continuare ad essere precari nella vita.

La nostra assunzione potrebbe migliorare la qualità dei servizi? Secondo noi si.

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