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Dico, pacs e matrimoni omosessuali: intervista all'autore Gian Mario Felicetti

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di Omoios

Ho intervistato Gian Mario Felicetti autore del libro "La famiglia fantasma. DiCo, pacs e matrimoni omosessuali. La politica italiana in crisi".
Il libro sarà presentato a Milano al RhaBar il 10 maggio alle 20,00.
Facciamo due chiacchere con lui prima della presentazione ufficiale.

Esce in questi giorni il tuo libro dal titolo La famiglia fantasma. DiCo, PACS, Matrimoni Omosessuali: la politica italiana in crisi. Come mai hai sentito l’esigenza di scriverlo?

Più di ogni altra cosa mi ha smosso il desiderio di sposarmi con il mio uomo. Da giovanissimo ero pieno di speranze per il mio futuro. Però, con il passare degli anni, mi sentivo sempre più impotente: intorno al mio essere cittadino italiano omosessuale ho visto ergersi troppi muri di gomma (politici, religiosi, amministrativi) e così continuavo a tormentarmi: cosa posso fare? Alla fine ho trovato la risposta nel porre tutte le mie energie nello scrivere un libro!

Il tuo libro è composto da percorsi/consigli: ce li illustri?

Al libro si adatterebbe benissimo anche un sottotitolo meno politico: Famiglie fantasma – senza storia, senza legge e senza futuro.

Con questo libro infatti mi sono proposto di aiutare il lettore a riconquistarsi con dignità lo spazio pubblico che gli spetta: conoscere la legge è condizione imprescindibile per essere riconosciuti dalla legge. Per questo il libro ha inizio introducendoci alla costituzione, la quale sancisce ineluttabilmente il diritto alla famiglia per tutti i cittadini italiani; alla legge, che non vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso (mentre, ad esempio, vieta l’adozione); al clima politico, infestato da dichiarazioni volgari (spesso dalla destra) o pericolosamente ambigue e disattente (spesso dalla sinistra).

A questo punto il libro sposta il focus: affonda lo sguardo sulle realtà sociali, in primo piano le famiglie omosessuali e i loro figli. Segue una digressione sul Gay Pride e sull’ArciGay, due realtà importantissime che a mio parere hanno evidenti margini di miglioramento, sempre caparbiamente negletti. Infine, c’è un capitolo finale in cui fioriscono variazioni sul tema: una sorta di flusso di coscienza in cui si parla di suffraggette, etologi, Cristoforo Colombo e altri personaggi ancora.

Il messaggio di questa seconda parte può essere riassunto così: le coppie non istituzionalmente riconosciute hanno un primissimo traguardo da raggiungere: guadagnare il diritto alla memoria, unica condizione per riappropriarsi del proprio futuro in modo solido e definitivo. Il tutto è farcito di un incondizionato (ma non per questo sottomesso) amore per la patria.

È anche un libro di preveggenza… Contiene infatti la breve cronaca del primo matrimonio omosessuale che si celebrerà in Italia…

Esatto: mi sono detto “più ci credi, più sarà reale”.

Non a caso il mio libro è anche un po’ visionario, ecco perché ho voluto descrivere il giorno del mio matrimonio con Riccardo (è questo il nome del mio uomo). Più che un racconto è una brevissima, emozionante, ipotesi di quelli che potrebbero essere i miei pensieri al momento del sì. Una conclusione avvincente e incisiva per un libro che parla, sì, di fantasmi, ma fa di tutto per dargli un corpo.

Tu dici che vuoi sposarti con il tuo uomo, in Italia, entro cinque anni: perché proprio 5?

Quando ci si pone un obiettivo è fondamentale fissare anche un limite temporale. Se io dicessi semplicemente “Voglio sposarmi” rischierei di rimandare sine die il mio obiettivo finale. E’ quello che succede a tanti omosessuali italiani: si passa tutta una vita sperando che il domani sia migliore, che cambi qualcosa. Intanto il tempo scorre implacabile, si diventa maturi, poi anziani e infine vecchi, lasciandosi alle spalle una vita vuota di realizzazioni, in cui i sogni di un tempo sono diventati rimorsi. Perché proprio cinque anni? Mi sembra un tempo ragionevole per introdurre i matrimoni omosessuali in Italia, poiché questa istituzione non necessita di una legge nuova né di modifiche costituzionali. L’impianto giuridico esistente deve solo essere “spolverato”. E poi ho già 35 anni. Quando dovrei sposarmi, a “babbo morto”?

Ho visto che hai un blog in cui parli di Nuoto sincronizzato per tutti: ci parli di questa tua passione?

Volentieri. L’anno scorso ho fondato a Milano la prima squadra italiana di Nuoto Sincronizzato Maschile. Si chiama SyncDifferent: un’avventura nata grazie al supporto del Gruppo Pesce Milano e che sta continuando a crescere, nutrita dall’insostituibile grinta di tutta la squadra. Attualmente siamo 7 atleti e 2 istruttrici e stiamo andando alla grande! Ad Aprile ci siamo esibiti addirittura al Foro Italico di Roma! Un’esperienza indimenticabile, che ripeteremo a Milano il 13 Maggio.

Che ne pensi dell’informazione via blog?

Nella grande diffusione dei blog c’è da un lato tanta voglia di esprimersi e dall’altro tanta voglia di autenticità: due dimensioni dolorosamente mortificate da tv e giornali. Nelle notizie, così come nelle opinioni, le persone cercano genuinità prima ancora che ufficialità. E sono sicuro che ben presto si troverà il modo per fare sì che, almeno alcuni tipi di blog, possano essere in qualche modo “garantiti”. Non da un editore miliardario, ma dalla stessa rete. Così come già accade per wikipedia: enciclopedia scritta da tutti e (scientificamente provato) completa e affidabile al pari di una Treccani. Personalmente curo un blog per il libro e uno per la squadra di sincronizzato, in cui potete recuperare tutte le informazioni per l’esibizione milanese di Domenica 13 Maggio.

Concludendo, dicci 5 buoni motivi per cui dovremmo leggere il tuo libro…

1)Contiene informazioni e riflessioni che raramente possono essere ritracciate tutte insieme, in unico testo. Ho speso molto impegno a cercare notizie, verificarne l’attendibilità e inquadrarle in un discorso organico. Questo, a mio avviso, ha reso il libro molto originale.
2)E’ scritto con il massimo impegno per essere intellettualmente onesto (credo di esserci riuscito quasi sempre) al fine di rispettare qualsiasi lettore. Premetto che il mio editore è di sinistra e anche un po’ anticlericale – lo si capisce dalle “bandelle”: tuttavia il mio libro, come me, è senza partiti e senza schieramenti. Non ci sono stati compromessi in questo senso.
3)E’ coraggioso: non alza la voce contro nessuno e si pone controcorrente rispetto al clima politico attuale, troppo piegato al compromesso e alla mediazione con chi, gli omosessuali, li disprezza.
4)E’ un libro scritto per la gente: per gli omosessuali, ma anche per i loro cari. Per le persone di destra e di sinistra. Per chiunque ami la patria e la tradizione: nel libro mi impegno a spiegare perché, a mio avviso, gli omosessuali incarnano la tradizione occidentale, non solo il futuro.
5)E’ un libro scritto in mezzo alla gente. Mi spiego: sono un consulente informatico, lavoro in media 10 ore al giorno. Ho scritto questo libro nei week-end, sfruttando ogni giorno festivo; ma anche nelle lunghe ore di pendolarismo, in treno e in metropolitana. E qui è capitato che la gente più curiosa, dando una sbirciatina, mi facesse i complimenti e mi incoraggiasse a proseguire ed andare fino in fondo. Questi piccoli episodi sono stati per me un carburante potente e fonte insostituibile di ispirazione.

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