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La rivolta dei cinesi in Paolo Sarpi

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Ci ha scritto una mail Roberto per parlarci della rivolta dei cinesi che in queste ore sta avvenendo in via Paolo Sarpi. Come è nello stile di Milano 2.0 vogliamo vivere questo grave fatto attraverso gli occhi di un cittadino, ma vogliamo anche coinvolgere tutti voi lettori in un dibattito che ci riguarda da vicino.

I punti di vista su questi avvenimenti sono sempre molteplici. Vi proponiamo quello di Roberto, ma i commenti sono lì proprio per ospitare la vostra opinione.

Vigili assaltati da 300 cinesi, 40 pattuglie della polizia che cercano di riportare la calma, il console cinese che lancia accuse a tutti. E soprattutto l'enorme sventolio delle bandiere cinesi in tutta la via. Ritengo che proprio questa sia la cosa piu' grave di questa folle giornata.

Una zona semicentrale di Milano che non e' piu' sotto alcun tipo di controllo da parte degli organi preposti. Una zona dove la legge non e' quella dello Stato ma quella delle "famiglie", una legge mafiosa ed omertosa che va a inserirsi sempre e solo dove manca il controllo dello Stato. Le frasi che sto scrivendo si potrebbero benissimo riferire ad alcuni quartieri di Palermo o Napoli, proprio lì dove lo stato non riesce ad arrivare.

Ecco, l'assalto ai vigili ed il successivo sventolio delle bandiere pero' segna una solco per Milano.

Un punto non so se di non ritorno ma di sicuro di difficile ritorno: è la presa di coscienza che la comunita' cinese ha preso possesso del territorio e non e' disposta ad accettare lo stato e le regole che esso impone ai cittadini. E' questo e' un segnale grave – molto grave. Un segnale che le forze politiche che governano la citta' non possono ignorare.

E non e' certo mandando 3 vigili a dar multe a chi scarica camion coi carrellini che si risolvera' la questione. Prendiamo atto di cosa sta accadendo intorno a noi.

Una societa' multietnica come sta diventando la nostra puo' arricchire enormemente la citta' e le nostre vite. Ma la convivenza passa assolutamente dall'integrazione e dal rispetto delle regole comuni.
Altrimenti si alimenteranno solo odio e pregiudizi.

Roberto

UPDATE 16:15 –  Un nostro collaboratore ci fornisce anche qualche notizia in più:

Paolo Sarpi, la Chinatown milanese, è teatro da ore di una guerriglia fra cinesi e forze dell’ordine.

Tutto è iniziato per una multa, elevata dai vigili nei confronti di una donna che – pare – avrebbe violato il regolamento per il carico/scarico delle merci. La donna sarebbe caduta a terra nel corso della discussione nata coi vigili e questo avrebbe provocato una vera e propria rivolta popolare.

Il console giustifica I suoi: «difendono I loro diritti». Il problema è che in zona sono tutti grossisti che carica/scaricano a ogni ora, con diversi disagi per I residenti italiani. Il sindaco (che parlerà alle 17) nei giorni scorsi ha varato un nuovo piano che limiterà a breve il carico scarico/merci a 2 ore al giorno e alla notte, trasformando da luglio paolo sarpi in una ztl. Operazione concordata con alcune associazioni di residenti, ma non con I cinesi.

Oggi Atm ha dovuto deviare diverse linee (3, 4, 7, 12, 14, 43 e 57) per agevolare l’intervento in assetto antisommossa della polizia, che ha dovuto affrontare 200 cinesi. Diversi I feriti, per fortuna lievi. Sui fatti – ancora in corso – indagherà la procura, cui il Codacons ha annunciato presenterà un esposto.

UPDATE 17:30 – QUALCHE NOTIZIA IN PIU' SUI CARRELLINI

Secondo il console la tensione in Paolo Sarpi è stata innescata dall’aumento del controllo sull’uso dei carrelli. Si tratta di carrellini che I cinesi spingevano lungo la strada, fra le proteste della gente, come fossero furgoncini. Da due mesi sono vietati, anche se codice della strada alla mano il provvedimento è considerato dai cinesi una forzatura: per loro un carrello è un veicolo a trazione umana.

I controlli dei vigili, aumentati di recente, hanno costretto i trasportatori cinesi a moltiplicare gli sforzi: ora viaggiano sui marciapiedi con enormi sacchi sulle spalle o sopra la testa. Per i grossisti si tratta di un esborso in più: 1 viaggio in carrello equivale a circa tre a piedi. Occorre più tempo, I trasportatori lavorano di più (affaticandosi e infortunandosi) e vanno pagati di più.

UPDATE 17:40 – Si sospetta possa essere stato un episodio premeditato. 

UPDATE 17:50 –   Il sindaco Moratti non china la testa davanti alla rivolta dei cinesi di Paolo Sarpi: «Nella nostra città non tolleriamo zone franche». Intanto muniti di bandiere rosse i cinesi hanno organizato un presidio a Chinatown e non sembrano intenzionati ad andarsene presto. «C'era da aspettarsi una rivolta, da gennaio, da quando abbiamo aumentato i controlli, siamo visti come dei rompiscatole» racconta un sindacalista dei vigili.

UPDATE 18:10 –  Un primo bilancio: 5 feriti tra i manifestanti cinesi e 14 vigili rimasti feriti. Nove di loro sono ricoverati al Fatebenefratelli, 3 in radiologia mentre 6 sono stati medicati. Altri quattro poliziotti risultano contusi. Al momento sembra tornata la calma nel quartiere.

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