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Rom di qui e Rom di là: il problema rimane

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Il Parco Lambro è in subbuglio: il campo Rom che dovrebbe nascere in zona non dà pace agli abitanti del quartiere. Forza Italia sta tentando in tutti i modi di convincere sindaco e giunta a ripensare alla collocazione dell'insediamento dei nomadi.

Stasera alle 18.30 un corteo anti-rom partirà da piazza Udine e alle 20.30 si teràà in via Don Calabria un'assemblea pubblica.

Insomma, cittadini e istituzioni si stanno mobilitando. Il problema è grave. Un campo rom vicino alle case sappiamo tutti cosa comporta. Vorremmo tuttavia porvi, e porci, una domanda. 

Sappiamo bene che la zona del Parco Lambro da tempo dovrebbe "godere" di un intervento di risanamento, che ancora non c'è stato, e questo nuovo insediamento non potrebbe certo aiutare.

Ciò che ci domandiamo è tuttavia dove possano essere messi questi rom.

Un luogo bisognerà pur trovarlo, se non è al Parco Lambro sarà un altro quartiere milanese. La brutta abitudine in questi casi è quella di risolvere il problema andando a "nascondere" i problemi in zone che già non se la passano bene. Se già c'è degrado aggiungiamone un po', gli abitanti se ne accorgeranno ma il resto di Milano continuerà a vivere in pace.

Problema nascosto, milanesi contenti (non tutti, ovviamente)

Come risolvere il problema allora? Partendo dal presupposto che una soluzione bisogna trovarla, e che ci sarà sempre qualcuno che si lamenterà della vicinanza dei rom, quali sono le alternative?

Posizionare il campo in una zona già degradata?
Metterlo in un'area lontana dal centro abitato che tuttavia non ha servizi?
Posizionarlo in una zona chiusa in città? 
Spingere ad una maggiore integrazione (da parte nostra, ma anche da parte loro)?

UPDATE: Giorgio ci segnala nei commenti al post questo interessante articolo sulla realtà Rom.

Segnaliam, sull'argomento, anche questo post del blog Pollicino.

Anche sucardrom è intervenuto nei commenti, inserendo un'interessante segnalazione che riportiamo:

Ciao Milano 2.0, ti ringraziamo per come hai posto l'argomento che da alcuni mesi sta scaldando i commenti politici milanesi.

Noi non siamo per l'integrazione perchè come ha ben spiegato il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, l'integrazione è una forma sottile e a volte subdola di razzismo culturale (http://sucardrom.blog.tiscali.it/fy3221445/).

Per questo noi proponiamo progetti di interazione che vedano gli stessi Rom e Sinti protagonisti diretti, sia nelle decisioni sia nelle realizzazioni e nelle verifiche (http://www.sucardrom.eu/sintirom.html).

ciao, sucardrom

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